lunedì 19 novembre 2012

[155°] L'ISTRUTTORIA TECNICA DEI PROGETTI DI STRUTTURE

Gia' avevo pochi (ma qualificati) commenti... Ora il giocattolino di Google che comodamente raccoglieva a margine gli ultimi commenti dei lettori pare pure essersi rotto (ho messo un cerotto-medicato sotto ad ogni titolo). Mah, l'amico Gigi li chiama 'cazzabubboli'. E non a torto. Ah, v'informo: ho bisogno di riposo.

Via velocissimi agli argomenti del post:

- al SAIE 2012 si parla di controlli antisismici
  alcune considerazioni al ritorno dalla consueta visita a Bologna
- che tempo che fa
  alcuni link meteo per cantieri e/o vacanze


AL SAIE 2012 SI PARLA DI CONTROLLI ANTISISMICI
Come ogni anno anche quest'ultimo ottobre ho fatto la solita sortita a Bolognafiere.

Vedo questo incontro perdere di feeling di anno in anno. Non che manchi il pubblico: al primo giorno c'era il pienone. Solo che evidentemente la crisi miete vittime o scoraggia gli espositori.

Molti gli stand e gli spazi aperti sconsolatamente vuoti. Molte le esposizioni che sinceramente c'entravano poco col SAIE (su tutti, i prati erbosi!?). Molti gli espositori con un solo poster appeso al separe'.

Cosi' ho preferito dedicarmi alle iniziative congressistiche.

Una parentesi: il sito web che Bolognafiere dedica alla manifestazione e' qualcosa di indecente. Di meno usabile c'e' solo la casa degli Addams. Chiusa parentesi.

In sala Allemanda m'intrigava l' "Applicazione delle NTC 2008 nella presentazione ed esame dei progetti strutturali".

Una doccia fredda.

Si argomentava che le relazioni di calcolo non sono leggibili, che non si sa cosa controllare, che non sono chiare le responsabilita' e gli ambiti di competenza. Che questi istruttori della pubblica amministrazione sono lenti, a volte incompetenti, quasi sempre invasivi.

Sono gli stessi brontolii che udivo nel 2003. Quando dicevo - da assoluto incompetente - che prima del controllo doveva essere chiarito cosa si voleva controllare. Magari scoprendo che bastava un... autocontrollo del progettista.

La mia paura ancora oggi e' che qualcuno creda che il controllo tecnico-amministrativo consista nella verifica dei calcoli, nel controllo della bonta' dei modelli, insomma, nella validazione dei risultati.

Guardate che cosi' non e'.

Vedo di spiegare il mio punto di vista con un esempio concreto.

Di recente una cara collega mi sottopone il progetto ricevuto per la ristrutturazione di un immobile in aggregato. Ha dei dubbi, giustificati. Ma quello che la mette piu' in crisi e' il modello matematico usato per la verifica numerica. Il problema e' principalmente costituito dalla complessita' della mesh.

M'e' sembrato avesse ragione: ogni grado in piu' di liberta' e' un modo in piu' di vibrare. Ma sono tutti significativi? Cosa resta del significato fisico del primo modo di vibrare? Comanda ancora la fisica o siamo saltati nell'iperspazio della matematica pura? E le intuizioni di Fourier?

Insomma, si era di fronte, secondo noi, ad un genuino caso di richiesta di validazione. Conoscevo e stimavo i progettisti. Ne e' uscita questa lettera interlocutoria:

"(...) l'istruttoria del progetto ha evidenziato elementi di perplessita' tali da richiedere un incontro.
Si rappresenta sin d'ora che:
1) pare non potersi prescindere da valutazioni strutturali sull'intero aggregato;
2) pare non illustrato l'obiettivo finale delle verifiche di sicurezza, ovvero se nelle intenzioni progettuali si sia raggiunto un livello di adeguamento strutturale o piuttosto di semplice miglioramento sismico;
3) lo stato di fatto dell'immobile appare gia' di per se' molto lontano dai canoni ottimali propri di una struttura sismo-resistente. A fronte di cio' le scelte progettuali sembrano tendere a soluzioni esasperatamente complesse sotto il profilo del comportamento dinamico, che a parere dello scrivente ben difficilmente sono indagabili con i convenzionali strumenti di verifica resi disponibili dalla normativa [N.d.R.: analisi modale]. Resta pertanto evidente che una volta assicurati i riscontri del caso con la vigente normativa, le scelte tecnologiche, strutturali e di modellazione alla base del progetto non potranno che essere corroborate dalla sola responsabilita' del progettista."

Sia pur con tanti ma ci e' sembrato questo il modo meno scorretto per:
  • garantire la sostanza del controllo
  • rispettare il ruolo dei professionisti
  • rendere consapevoli -se serve- i professionisti del loro ruolo
  • non appesantire l'istruttoria
  • non ritardare il procedimento
  • evitare protagonismi
  • evitare di rompere le balle senza un beneficio pubblico
  • non dimenticare gli studi universitari comuni
Va da se' che l'incontro e' sempre al calor bianco. Ma non si deborda mai dal piano tecnico e si ha sempre la sensazione di lavorare assieme per la sicurezza. Col massimo del rispetto.

Io poi, ho sempre la sensazione di imparare moltissimo.


CHE TEMPO CHE FA
Mi pareva interessante condividere con gli aficionados delle Premiate alcuni link tra i miei preferiti. E di questi tempi credo che convenga proprio iniziare dal... tempo.

Ma prima delle nuvole che ne direste dei livelli idrometrici dei fiumi?

Chi nel Veneto vuole sapere se il corso d'acqua di fronte a casa sta per esondare deve appuntarsi il sito di monitoraggio dell'ARPAV. La sezione di interesse e' al link idrometeo.

Stesso discorso per il Friuli Venezia Giulia con la sua rete idrometeorologica.

Per dove sto io mi bastano questi dati, ma immagino che per le altre regioni sia lo stesso. Basta solo un po' di pazienza nel cercare...

Per le previsioni cumulate di pioggia consulto il sito COLA ed in particolare la pagina dedicata alle precipitazioni. Raramente questi diagrammi mi hanno tradito.

Ho l'immagine Meteosat, che non uso mai perche' non la so interpretare (sob). (Non tutte le nuvole danno pioggia!).

Sicuramente il sito che a mio parere e' il piu' attendibile in fatto di previsioni e' quello fornito dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare: non ricordo una sola buca.

Molto dietro annaspano le previsioni di ARPAV che ultimamente mostrano una pagina web assolutamente poco friendly (oserei dire, burocratica). Dove ARPAV invece offre un servizio insuperabile e' nel radar meteo e nella raccolta dei dati meteo: sia registrati nei giorni passati che in diretta.

Infine per avere un quadro assolutamente completo dei dati meteo conviene andare al sito che ISPRA dedica alla rete mareografica nazionale. Al link stazioni e' possibile prendere visione per l'area d'interesse di tutti i sensori diponibili. Ad esempio per Venezia direi che la gamma di informazioni disponibili e' assolutamente piu' che sufficiente alle piu' comuni necessita'.

Curiosita': i veneziani (che non sono veneti!) hanno anche le previsioni per l'acqua alta.

Vi sono poi un'infinita' di siti che vi danno le previsioni al metro quadro: da wunderground.com a ilmeteo.it per non citare tanti altri. Che tuttavia trovo forzature o uso poco.

Vi lascio solo un appunto: se avete tempo visitate sierrapapa.it. Merita.

Direi che sia che dobbiate pianificare un fuori porta o che dobbiate effettuare un getto di calcestruzzo all'aperto, ce n'e' a sufficienza...

^  ^  ^
Bene, avrei finito.

A dire il vero avrei finito anche per questo 2012.


Mi sarebbe piaciuto fare e dire molto di piu' (sob). Ho il rammarico di aver lasciato indietro la terza e ultima puntata sulla previsione dei terremoti, fatica piu' ardua del previsto (per motivi che vi diro') nonche' una risposta ad un lettore (peccato mortale).

Resta il fatto che per me - scambiare con voi due chiacchiere in pausa caffe' - e' stato un vero piacere.

Un grazie a tutti gli amici che mi hanno dato una mano in vario modo a tenere tonico questo blog.
E grazie a tutti i visitatori e tra questi a coloro che hanno scambiato un commento.

Considerando che questa estate il blog e' rimasto attivo, conterei di staccare in anticipo sulle feste di Natale, ma giusto per raccogliere con calma quattro idee.

Se non scoppia la terra, il girotondo riparte... il  2 gennaio 2013.

Stay tuned.
Vs. POA 

[ 155°] TECHNICAL CONTROL OF STRUCTURAL DESIGN FOR ENGINEERING CONSTRUCTIONS
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sabato 3 novembre 2012

[154°] LA NUOVA SUDDIVISIONE DEL TERRITORIO IN PROVINCE

Fratelli d'Italia, all'armi, all'armi: l'Italia s'e' desta! Se qua non ci uniamo ce fanno 'a festa.

Dopo l'incipit tra i piu' patriottici che ho mai scritto, via subito al post di oggi:

- la nuova suddivisione del territorio in province
  un'operazione politica indagata con strumenti GIS
- l'ISTAT apre i suoi dati al pubblico
  finalmente i nostri dati ci vengono resi accessibili 


LA NUOVA SUDDIVISIONE DEL TERRITORIO IN PROVINCE
Tranquilli Fratelli: qui non si parla di politica.

Ma e' di questi giorni la nuova proposta di suddivisione in province, nero su bianco. Anzi, a colori.

Questa notizia cade in concomitanza col fatto che solo ora scopro che l'ISTAT ha pubblicato gia' dalla fine dello scorso anno - ed in forma assolutamente gratuita - i dati geografici in formato shape delle proprie basi territoriali.

What?

Semplice: ha messo (finalmente) nella piena disponibita' dei cittadini i dati amministrativi e di censimento (1991, 2001, 2011) che sono stati pazientemente forniti dai cittadini medesimi.

Cosi' mi sono messo a cucinare.

Ingredienti per piu' persone:
- i dati istat in formato shape (in coordinate UTM e Datum 1950),
- i dati di pericolosita' sismica dell'INGV in formato shape (in coordinate geografiche e Datum WGS84),
- un po' di dati idrografici forniti mediante WMS dal Geoportale Nazionale.

Il tutto va adeguatamente impastato col solito software gis AdB Toolbox.

Ah, dimenticavo: per convertire tra loro i diversi sistemi di coordinate cartografiche, usare ConVE per il Veneto. Ma ogni regione ha il suo programmino, gratuito. Basta un po' di pazienza e magari una telefonata per trovarlo nella rete (ad esempio quello dell'Emilia Romagna si chiama ConvER_gps7).

Bene. Torniamo a bomba.

Io ragiono per il Veneto, perche' ci lavoro e vivo ma trovate nel Web i dati per qualsiasi altro territorio.

Ecco, le attuali province del Veneto sono quelle che vedete qui sotto, Belluno, Treviso, Vicenza, Venezia, Veona, Padova, Rovigo, sette:

Immagine delle sette province attuali del Veneto
Veneto - Province attuali

La proposta e' quella di unire Padova con Treviso, Verona con Rovigo come di seguito, ottenendone 5:

Immagine delle nuove province proposte per il Veneto
Province 'di progetto'

Mi e' venuto lo sfizio di valutare la suddetta proposta secondo due paradigmi tipicamente ingegneristici: primo paradigma, l'assetto idrografico del territorio; secondo paradigma, la pericolosita' sismica sempre del territorio.

Comincio dall'idrografia. Questo a dir il vero e' l'aspetto piu' importante dei due, solo per il fatto che lo stato gia' da molto tempo ha previsto i Piani di Bacino: strumenti tecnico-amministrativi capaci di incidere profondamente sulle attivita' umane (es.: Piano di Bacino del Fiume Po).

Qui sotto sono rappresentati i bacini idrografici principali del Veneto:

Immagine dei maggiori bacini idrografici del Veneto
Veneto - Bacini idrografici principali

Come si nota di seguito solo la provincia di Belluno e' sensatamente centrata sull'intero bacino montano del Fiume Piave:

Bacini idrografici principali e provincia di Belluno

mentre per le restanti province le competenze territoriali proprio non si sposano con la variabile territoriale acqua:

Bacini idrografici principali su tematismo 'province'

Avrebbe molto senso da questo punto di vista unire Vicenza con Padova che insistono sull'unico bacino idrografico dei Fiumi Brenta-Bacchiglione. Un po' meno bene ha senso unire Verona e Rovigo, per via del bacino montano del Fiume Adige che poco si sposa con quello del Canal Bianco.

Ma unire Padova con Treviso, proprio non le vedo:

Bacini idrografici su tematismo 'unioni VR+RO, PD+TV'

Diversa e' la situazione dal punto di vista della pericolosita' sismica. Qui ci si muove su una prateria giovane, dove le regole stesse sono giovani ed in continua evoluzione. Per non dire dei piani di emergenza comunali e provinciali: assolutamente un embrione.

L'attuale mappa di pericolosita' e' quella approvata con ordinanza della Protezione Civile 3519/06 e rappresentata qui sotto con passo 0,02° limitatamente al Veneto. Notare la linea punteggiata che delimita l'inviluppo dei confini comunali tra zona 2 e zona 3 (ovviamente si notano comuni di zona 2 sbordare nel verde della zona 3: cio' e' dovuto al criterio seguito da POA di classificare un comune in base al punto di pericolosita' piu' elevata contenuto nel suo territorio):

Mappa di pericolosita' sismica secondo OPCM 3519/06 (0,02°)

Idem dicasi per la linea scura continua che delimita a nord-est della regione l'inviluppo dei comuni in zona 1, scelti con lo stesso criterio maggiormente conservativo (qui si deborda nel rosso e nel giallo ocra della zona 2).

Faccio notare che gia' dalla sola mappa, ancor prima di zonare, e' sparita dal Veneto la zona sismica 4 (i progettisti lo sanno?).

Da notare ancora, per inciso, che i valori di questa mappa (passo 0,05°) non coincidono esattamente con i valori tabellati nelle NTC-2008. Mah...

Stando pertanto all'ordinanza della Protezione Civile la zonazione sismica del Veneto sarebbe la seguente:

Zonazione sismica 'virtuale' secondo OPCM 3519/06

Se prendiamo ora le nuove super-province proposte dal governo Monti otteniamo:

Pericolosita' sismica nelle super-province VR+RO, PD+TV

Anche qui l'unione amministrativa proposta fa a pugni con l'omogeneita' del territorio.

Dal punto di vista sismico era piu' conveniente raggruppare le province in senso sudovest-nordest come di seguito:

Super-provincia RO-PD_VE
dove si scopre che sono da raggruppare senz'altro le province di Rovigo, Padova e Venezia.

Concludendo?

Beh, concludendo si puo' dire qui alle Officine - dove non c'e' voto di scambio - che dal punto di vista idrografico conveniva unire Vicenza con Padova e, meno bene, Verona con Rovigo. Senz'altro Belluno doveva stare da sola.

Dal punto di vista sismico, invece, Rovigo Padova e Venezia andavano messe assieme. Ancora una volta Belluno non poteva che restare uguale a prima.

Voti finali (in decimi): Belluno resta com'e', 7+, Verona unita a Rovigo, 6, Padova unita a Treviso, 4.

Ed in ossequio a criteri idrografici: Vicenza virtualmente unita a Padova, voto 7.

Le nuove province secondo POA


L'ISTAT APRE I SUOI DATI AL PUBBLICO
Continuo la notizia di prima mostrandovi qualche altro giochino reso ora possibile con i dati dell'ISTAT.

Questa e' una rappresentazione della densita' delle attivita' antropiche nella mia regione:

Sezioni ISTAT 2012 (Fonte ISTAT)

Mentre di seguito la stessa informazione e' intersecata con la pericolosita' sismica del territorio:

Sezioni ISTAT 2012 e pericolosita' sismica nel Veneto


e qui con le zone sismogenetiche del Modello ZS9:

Sezioni ISTAT 2012 e Modello sismogenetico ZS9

Mi pare ce ne sia su cui speculare, vero?

Se vi interessano gli open data vi lascio un link stupendo della mia regione: dati.veneto.it. A voi cercarne altri... e magari condividerli qui (ve ne sarei veramente grato).

Ah, chi fosse curioso di leggere i primi risultati del censimento 2011 puo' scaricarsi il relativo opuscolo.

^  ^  ^

Bene bene.

Post eterno. Me ne scuso e spero che con tutte 'ste immagini la banda non ne abbia sofferto.

Vi auguro quindici giorni di splendido lavoro. Un abbraccio novembrino.
Vs. POA

[ 153°] THE NEW ADMINISTRATIVE DIVISION OF THE TERRITORY
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domenica 14 ottobre 2012

[153°] CASE STUDY: APPARECCHI D'APPOGGIO IN ACCIAIO

Nei gia' molti anni di pubblicazione di POA non ho mai avuto cosi' poco tempo da dedicarvi. Vi lascio un post che suona un po' come il vecchio e rilassante Carosello. Che probabilmente molti di voi, data l'eta', nemmeno sanno cos'e'.

1a comunicazione di servizio
Un lettore mi dice che non riceve il post pur essendosi iscritto alla mailing list di POA. Dopo alcuni mumle...mumle... scopro che non aveva confermato l'iscrizione cliccando sul link di ritorno. Ovviamente il servizio vuole conferma che non si tratti di un indirizzo di posta elettronica fasullo o birichino.
(Mannaggia)

2a comunicazione di servizio
Privatamente sono stato piccato per non aver dato seguito agli impegni editoriali presi con i lettori nel post 146° relativo al recente terremoto padano-emiliano.
E' vero. Ma non me ne ero dimenticato. Solo manca il tempo.
(Mannaggia^2)

3a comunicazione di servizio
Al post 145° sempre sul recente terremoto un anonimo ha lasciato un interessante commento cui devo sempre rispondere.
(Mannaggia^e^x)

4a comunicazione di servizio
La terza puntata sulla previsione dei terremoti ha una gestazione piu' lunga del previsto. Ma ci sono buoni motivi. Ogni cosa a suo tempo, anche se ogni promessa e' un debito.
(Mannaggia/0.)

5a comunicazione di servizio
Se sentite uno scoppio, sono stato io.

Ed ora via di corsa agli argomenti del post:

- apparecchi d'appoggio in acciaio per ponti
  tarantolato sulla via di Damasco da una cerniera e 
  da un carrello
- il "dopo emergenza" del terremoto 2009 a L'Aquila
  conferenza stampa del ministro Barca sulla chiusura
  dell'emergenza post-sisma 2009 in Abruzzo


APPARECCHI D'APPOGGIO IN ACCIAIO PER PONTI
Girare il territorio a testa all'insu' certe volte e' istruttivo.

E' dai tempi dell'esame di Costruzioni di Ponti che mi era rimasta la curiosita' di capire come funzionavano gli apparecchi d'appoggio in acciaio per ponti.

Caso ha voluto che m'imbattessi qualche anno addietro in un paio di cerniere e di carrelli che dal punto di vista funzionale parevano ben congegnati.

Ve ne rendo partecipi.

Ecco qua (la passerella e' antecedente alle NTC-2008):

Foto aerea del sito ove insiste la passerella
Topografia - Can. Malgher (bacino del F. Lemene)
Foto della passerella vista da valle
Passerella - Prospetto da valle (luce = 48 metri)
Foto dell'impalcato della passerella
Impalcato
Foto del vincolo a carrello in sponda destra
Vincolo a carrello (spalla destra)
Foto del vincolo a cerniera in sponda sinistra
Vincolo a cerniera (spalla sinistra)

Naturalmente nulla funzionerebbe a dovere se non fossero effettivamente impediti gli spostamenti verticali con un idoneo vincolo per ciascun appoggio alla spalla:

Foto del vincolo verticale su entrambe le spalle
Vincolo verticale (su entrambe le spalle)
Cool, vero?

Naturalmente i miei compagni di biciclettata mi hanno abbandonato.


IL "DOPO EMERGENZA" DEL TERREMOTO 2009 A L'AQUILA
Immagino che chi vive lontano dal cratere sismico aquilano si sia un po' perso le vicende tecnico-amministrative susseguenti al tragico terremoto del 2009.

Tuttavia molto e' successo.

Tra questo e' rilevante la fine dello stato di emergenza post-terremoto.

Riporto il testo della norma:
"Lo stato di emergenza dichiarato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 aprile 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 2009, a causa degli eventi sismici che hanno interessato la provincia dell'Aquila e gli altri comuni della regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009, gia' prorogato con i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 dicembre 2010 e 4 dicembre 2011, pubblicati nelle Gazzette Ufficiali n. 1 del 3 gennaio 2011 e n. 290 del 14 dicembre 2011, cessa il 31 agosto 2012.".

La cosa e' giuridicamente rilevante, e difatti vi si legge piu' oltre:
"A decorrere dal 16 settembre 2012, la ricostruzione e ogni intervento necessario per favorire e garantire il ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree colpite dal sisma del 6 aprile 2009 sono gestiti sulla base del riparto di competenze previsto dagli articoli 114 e seguenti della Costituzione, in maniera da assicurare prioritariamente il completo rientro a casa degli aventi diritto, il ripristino delle funzioni e dei servizi pubblici, l'attrattivita' e lo sviluppo economico-sociale dei territori interessati, con particolare riguardo al centro storico monumentale della citta' dell'Aquila.".

I lettori curiosi di capire i meccanismi dello stato in condizioni di emergenza possono trovare il testo integrale delle disposizioni qui parzialmente citate, al Capo X-bis del decreto-legge 83/2012 voluto da Monti e noto come "misure per la crescita del paese".

Da ultimo e' molto interessante la conferenza stampa resa il 12 ottobre scorso dal ministro Barca.

L'atmosfera di questa conferenza mi piace come avere un gatto nelle mutande ma credo sia utilissima per riavvolgere il nastro sulle ultime vicende del terremoto abruzzese.

P.S.: nel sito del ministro trovate un notevole link al suo lavoro sul terremoto abruzzese.

^  ^  ^

Bene. Fine della pausa caffe'.
Stavolta leggero.

Vi auguro 15 giorni di proficuo lavoro. E se tutto fila liscio vi aspetto il 4 p.v.
Vs. POA

[ 153°] STEEL BEARINGS FOR BRIDGES
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domenica 23 settembre 2012

[152°] LE VERIFICHE POST-TERREMOTO SECONDO LE NTC-2008

Ho un mal di testa da favola. Ma non credo sia il virus del Nilo.

Via subito agli argomenti del post:

- le verifiche post-terremoto secondo le NTC-2008
  nel passato ogni evento sismico si portava dietro norme
  di verifica ad hoc: oggi non e' piu' cosi'
- tre quesiti alla Protezione Civile nazionale
  tre domande al contact-center della Protezione Civile
  nazionale dopo il decreto-legge "Emilia"


LE VERIFICHE POST-TERREMOTO SECONDO LE NTC-2008
Non ci avevo fatto caso, ma le NTC-2008 normano anche il post-terremoto.

Durante i miei sette anni di controlli nel campo dell'edilizia in zona sismica ho sperimentato l'applicazione della norma sugli edifici esistenti solo nei casi di adeguamento sismico o di miglioramento sismico come descritti al punto 8.4.

In effetti le NTC-2008 prevedono anche altre situazioni di verifica obbligatoria, diverse dalle precedenti, e comprensive appunto delle condizioni post-terremoto. Lo fanno al punto 8.3.

Personalmente situazioni simili non mi era mai capitato di considerarle. E nella mia esperienza si sono verificate per la prima volta nel caso del terremoto padano-emiliano di quest'anno.

Ma andiamo con ordine.

La norma del 2008 impone la valutazione della sicurezza in caso di terremoti significativi (vedi punto 8.3).

La circolare esplicativa (vedi punto C8.3) soccorre chiarendo che "per valutazione della sicurezza s'intende un procedimento quantitativo volto:

1° caso: a stabilire se una struttura esistente e' in grado di resistere o meno alle combinazioni delle azioni di progetto contenute nelle NTC;

oppure

2° caso: a determinare l'entita' massima delle azioni (...) che la struttura e' capace di sostenere con i margini di sicurezza richiesti dalle NTC (...).".

Si osservano due cose: la prima e' che il caso 1° ed il caso 2° possono ridursi ad un unico caso di valutazione delle azioni massime rappresentative della capacita' della struttura, salvo il successivo confronto con i livelli richiesti dalle NTC.

La seconda cosa che si nota - ben piu' importante - e' che nell'ambaradam di verifiche si devono prendere sempre per riferimento le situazioni di progetto dettate dalle NTC-2008.

Io credo, a questo punto, che sia ben difficile che i ns. edifici esistenti, specie se sorti in zone originariamente non classificate sismiche, soddisfino ai criteri di sicurezza dettati nel 2008 e per giunta in localita' oggi dichiarate sismiche.

La norma infatti valuta anche il gap, appunto.

Ma che ne facciamo di questo gap? (e' questo il busillis!)

La norma al riguardo e' alquanto birichina. Infatti (vedi punto 8.3 ultimo capoverso) vi si legge: "Il progettista dovra' esplicitare, in una apposita relazione, i livelli di sicurezza attuali o raggiunti con l'intervento e le eventuali conseguenti limitazioni da imporre nell'uso della costruzione.".

E la testa mi pulsa a 100 quando leggo (vedi punto C8.3):

"Per le problematiche connesse, non si puo' pensare di imporre l'obbligatorieta' dell'intervento o del cambiamento di destinazione d'uso o, addirittura, la messa fuori servizio dell'opera, non appena se ne riscontri l'inadeguatezza. Le decisioni da adottare dovranno necessariamente essere calibrate sulle singole situazioni (in relazione alla gravita' dell'inadeguatezza, alle conseguenze, alle disponibilita' economiche e alle implicazioni in termini di pubblica incolumita').".

Le pulsazioni vanno addirittura fuori scala con la seguente (sempre punto C8.3):

"Saranno i proprietari o i gestori delle singole opere, siano essi enti pubblici o privati o singoli cittadini, a definire il provvedimento piu' idoneo (...).".

Bolle nere risalgono dai liquori della coscienza...


TRE QUESITI ALLA PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE
Il nocciolo della questione e' il comma 7 dell'articolo 3 del decreto-legge "Emilia":

"Al fine di favorire la rapida rispresa delle attivita' produttive (...) il titolare dell'attivita' (...) in quanto responsabile della sicurezza dei luoghi di lavoro (...) deve acquisire la certificazione di agibilita' sismica rilasciata ai sensi delle norme tecniche vigenti (...) da un professionista abilitato e depositare la predetta certificazione al Comune territorialmente competente.".

Do' per scontato che il lettore abbia gia' avuto il piacere di confrontarsi con questa norma.

E' stato a seguito di un invito di professionisti che ho girato tre domande al contact-center della protezione civile nazionale. Per telefono. (Non e' stato agevole.)

Ecco le tre domande:

D1) il tecnico deve eseguire la verifica secondo i criteri dell'OPCM 3274/03?

D2) l'accelerazione di progetto e' quella delle NTC-2008?

D3) il livello del 60% e' riferito ad un edificio equivalente di nuova costruzione?

Le tre risposte via mail sono state le seguenti:

R1) il tecnico non deve eseguire la verifica secondo i criteri dell'OPCM 3274/03, ma deve fare riferimento ai criteri riportati nelle NTC-2008;

R2) No. E' quella dell'OPCM 3519/06;

R3) fatta la verifica il livello di sicurezza ottenuto dovra' essere pari al 60% come normato nel D.L. 74/2012, articolo comma 10. Questi criteri rispondono alle esigenze del territorio colpito dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio.

Va anche ricordato che le verifiche di agibilita' sismica, dopo la conversione in legge del decreto-legge "Emilia":
  • vanno fatte solo per edifici con ben precise carenze (collegamenti strutturali assenti o incompleti, tamponature prefabbricate, scaffalature non controventate);
  • in caso di prodotti deperibili, esse sono sostituite dalla verifica di agibilita' ordinaria;
  • possono essere provvisoriamente certificate dopo l'esecuzione di opere anche provvisionali che abbiano escluso o risolto le suddette carenze strutturali (collegamenti, tamponamenti e scaffalature);
  • vanno fatte entro l'8 dicembre di quest'anno;
  • vanno fatte nel rispetto degli ulteriori criteri e cadenze temporali introdotte dal comma 10, sempre dell'articolo 3.
 Le perplessita' sono moltissime, almeno per POA.

Alcune su tutte:
  • cos'e' l'agibilita' sismica? e' la sicurezza conseguita considerando anche le condizioni sismiche di progetto delle NTC-2008?
  • l'agibilita' ordinaria e' quella del testo unico dell'edilizia, oppure e' la sicurezza conseguita senza considerare le condizioni sismiche, ma solo quelle statiche?
  • perche' il certificato "provvisorio" del comma 8-bis e' previsto anche per casi di assenza di problematiche strutturali ai collegamenti, tamponature, scaffalature
  • le materie deperibili fanno davvero la differenza? anche se stanno dentro ad un frigorifero?

^  ^  ^

Bene, post terminato.

Mi rendo conto che sembra un rosario di dubbi. Tuttavia credo che ognuno di noi sia titolato a darvi una sua risposta, quanto meno ragionata ma di tutto rispetto.

Si consideri ormai che il tecnico certifica tutto, nel campo edilizio come quello di prevenzione incendi. Perche' no in quello strutturale?

Serve solo un ottimo avvocato.

Vi auguro i soliti 15 giorni di buon lavoro. Alla prossima.
Vs. POA

P.S.: un grazie a Giorgio per l'immagine di testa!

[ 152°] SEISMIC ASSESMENT OF EXISTING CONSTRUCTIONS ACCORDING TO THE ITALIAN NTC-2008
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