domenica 14 ottobre 2012

[153°] CASE STUDY: APPARECCHI D'APPOGGIO IN ACCIAIO

Nei gia' molti anni di pubblicazione di POA non ho mai avuto cosi' poco tempo da dedicarvi. Vi lascio un post che suona un po' come il vecchio e rilassante Carosello. Che probabilmente molti di voi, data l'eta', nemmeno sanno cos'e'.

1a comunicazione di servizio
Un lettore mi dice che non riceve il post pur essendosi iscritto alla mailing list di POA. Dopo alcuni mumle...mumle... scopro che non aveva confermato l'iscrizione cliccando sul link di ritorno. Ovviamente il servizio vuole conferma che non si tratti di un indirizzo di posta elettronica fasullo o birichino.
(Mannaggia)

2a comunicazione di servizio
Privatamente sono stato piccato per non aver dato seguito agli impegni editoriali presi con i lettori nel post 146° relativo al recente terremoto padano-emiliano.
E' vero. Ma non me ne ero dimenticato. Solo manca il tempo.
(Mannaggia^2)

3a comunicazione di servizio
Al post 145° sempre sul recente terremoto un anonimo ha lasciato un interessante commento cui devo sempre rispondere.
(Mannaggia^e^x)

4a comunicazione di servizio
La terza puntata sulla previsione dei terremoti ha una gestazione piu' lunga del previsto. Ma ci sono buoni motivi. Ogni cosa a suo tempo, anche se ogni promessa e' un debito.
(Mannaggia/0.)

5a comunicazione di servizio
Se sentite uno scoppio, sono stato io.

Ed ora via di corsa agli argomenti del post:

- apparecchi d'appoggio in acciaio per ponti
  tarantolato sulla via di Damasco da una cerniera e 
  da un carrello
- il "dopo emergenza" del terremoto 2009 a L'Aquila
  conferenza stampa del ministro Barca sulla chiusura
  dell'emergenza post-sisma 2009 in Abruzzo


APPARECCHI D'APPOGGIO IN ACCIAIO PER PONTI
Girare il territorio a testa all'insu' certe volte e' istruttivo.

E' dai tempi dell'esame di Costruzioni di Ponti che mi era rimasta la curiosita' di capire come funzionavano gli apparecchi d'appoggio in acciaio per ponti.

Caso ha voluto che m'imbattessi qualche anno addietro in un paio di cerniere e di carrelli che dal punto di vista funzionale parevano ben congegnati.

Ve ne rendo partecipi.

Ecco qua (la passerella e' antecedente alle NTC-2008):

Foto aerea del sito ove insiste la passerella
Topografia - Can. Malgher (bacino del F. Lemene)
Foto della passerella vista da valle
Passerella - Prospetto da valle (luce = 48 metri)
Foto dell'impalcato della passerella
Impalcato
Foto del vincolo a carrello in sponda destra
Vincolo a carrello (spalla destra)
Foto del vincolo a cerniera in sponda sinistra
Vincolo a cerniera (spalla sinistra)

Naturalmente nulla funzionerebbe a dovere se non fossero effettivamente impediti gli spostamenti verticali con un idoneo vincolo per ciascun appoggio alla spalla:

Foto del vincolo verticale su entrambe le spalle
Vincolo verticale (su entrambe le spalle)
Cool, vero?

Naturalmente i miei compagni di biciclettata mi hanno abbandonato.


IL "DOPO EMERGENZA" DEL TERREMOTO 2009 A L'AQUILA
Immagino che chi vive lontano dal cratere sismico aquilano si sia un po' perso le vicende tecnico-amministrative susseguenti al tragico terremoto del 2009.

Tuttavia molto e' successo.

Tra questo e' rilevante la fine dello stato di emergenza post-terremoto.

Riporto il testo della norma:
"Lo stato di emergenza dichiarato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 aprile 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 2009, a causa degli eventi sismici che hanno interessato la provincia dell'Aquila e gli altri comuni della regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009, gia' prorogato con i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 dicembre 2010 e 4 dicembre 2011, pubblicati nelle Gazzette Ufficiali n. 1 del 3 gennaio 2011 e n. 290 del 14 dicembre 2011, cessa il 31 agosto 2012.".

La cosa e' giuridicamente rilevante, e difatti vi si legge piu' oltre:
"A decorrere dal 16 settembre 2012, la ricostruzione e ogni intervento necessario per favorire e garantire il ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree colpite dal sisma del 6 aprile 2009 sono gestiti sulla base del riparto di competenze previsto dagli articoli 114 e seguenti della Costituzione, in maniera da assicurare prioritariamente il completo rientro a casa degli aventi diritto, il ripristino delle funzioni e dei servizi pubblici, l'attrattivita' e lo sviluppo economico-sociale dei territori interessati, con particolare riguardo al centro storico monumentale della citta' dell'Aquila.".

I lettori curiosi di capire i meccanismi dello stato in condizioni di emergenza possono trovare il testo integrale delle disposizioni qui parzialmente citate, al Capo X-bis del decreto-legge 83/2012 voluto da Monti e noto come "misure per la crescita del paese".

Da ultimo e' molto interessante la conferenza stampa resa il 12 ottobre scorso dal ministro Barca.

L'atmosfera di questa conferenza mi piace come avere un gatto nelle mutande ma credo sia utilissima per riavvolgere il nastro sulle ultime vicende del terremoto abruzzese.

P.S.: nel sito del ministro trovate un notevole link al suo lavoro sul terremoto abruzzese.

^  ^  ^

Bene. Fine della pausa caffe'.
Stavolta leggero.

Vi auguro 15 giorni di proficuo lavoro. E se tutto fila liscio vi aspetto il 4 p.v.
Vs. POA

[ 153°] STEEL BEARINGS FOR BRIDGES
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domenica 23 settembre 2012

[152°] LE VERIFICHE POST-TERREMOTO SECONDO LE NTC-2008

Ho un mal di testa da favola. Ma non credo sia il virus del Nilo.

Via subito agli argomenti del post:

- le verifiche post-terremoto secondo le NTC-2008
  nel passato ogni evento sismico si portava dietro norme
  di verifica ad hoc: oggi non e' piu' cosi'
- tre quesiti alla Protezione Civile nazionale
  tre domande al contact-center della Protezione Civile
  nazionale dopo il decreto-legge "Emilia"


LE VERIFICHE POST-TERREMOTO SECONDO LE NTC-2008
Non ci avevo fatto caso, ma le NTC-2008 normano anche il post-terremoto.

Durante i miei sette anni di controlli nel campo dell'edilizia in zona sismica ho sperimentato l'applicazione della norma sugli edifici esistenti solo nei casi di adeguamento sismico o di miglioramento sismico come descritti al punto 8.4.

In effetti le NTC-2008 prevedono anche altre situazioni di verifica obbligatoria, diverse dalle precedenti, e comprensive appunto delle condizioni post-terremoto. Lo fanno al punto 8.3.

Personalmente situazioni simili non mi era mai capitato di considerarle. E nella mia esperienza si sono verificate per la prima volta nel caso del terremoto padano-emiliano di quest'anno.

Ma andiamo con ordine.

La norma del 2008 impone la valutazione della sicurezza in caso di terremoti significativi (vedi punto 8.3).

La circolare esplicativa (vedi punto C8.3) soccorre chiarendo che "per valutazione della sicurezza s'intende un procedimento quantitativo volto:

1° caso: a stabilire se una struttura esistente e' in grado di resistere o meno alle combinazioni delle azioni di progetto contenute nelle NTC;

oppure

2° caso: a determinare l'entita' massima delle azioni (...) che la struttura e' capace di sostenere con i margini di sicurezza richiesti dalle NTC (...).".

Si osservano due cose: la prima e' che il caso 1° ed il caso 2° possono ridursi ad un unico caso di valutazione delle azioni massime rappresentative della capacita' della struttura, salvo il successivo confronto con i livelli richiesti dalle NTC.

La seconda cosa che si nota - ben piu' importante - e' che nell'ambaradam di verifiche si devono prendere sempre per riferimento le situazioni di progetto dettate dalle NTC-2008.

Io credo, a questo punto, che sia ben difficile che i ns. edifici esistenti, specie se sorti in zone originariamente non classificate sismiche, soddisfino ai criteri di sicurezza dettati nel 2008 e per giunta in localita' oggi dichiarate sismiche.

La norma infatti valuta anche il gap, appunto.

Ma che ne facciamo di questo gap? (e' questo il busillis!)

La norma al riguardo e' alquanto birichina. Infatti (vedi punto 8.3 ultimo capoverso) vi si legge: "Il progettista dovra' esplicitare, in una apposita relazione, i livelli di sicurezza attuali o raggiunti con l'intervento e le eventuali conseguenti limitazioni da imporre nell'uso della costruzione.".

E la testa mi pulsa a 100 quando leggo (vedi punto C8.3):

"Per le problematiche connesse, non si puo' pensare di imporre l'obbligatorieta' dell'intervento o del cambiamento di destinazione d'uso o, addirittura, la messa fuori servizio dell'opera, non appena se ne riscontri l'inadeguatezza. Le decisioni da adottare dovranno necessariamente essere calibrate sulle singole situazioni (in relazione alla gravita' dell'inadeguatezza, alle conseguenze, alle disponibilita' economiche e alle implicazioni in termini di pubblica incolumita').".

Le pulsazioni vanno addirittura fuori scala con la seguente (sempre punto C8.3):

"Saranno i proprietari o i gestori delle singole opere, siano essi enti pubblici o privati o singoli cittadini, a definire il provvedimento piu' idoneo (...).".

Bolle nere risalgono dai liquori della coscienza...


TRE QUESITI ALLA PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE
Il nocciolo della questione e' il comma 7 dell'articolo 3 del decreto-legge "Emilia":

"Al fine di favorire la rapida rispresa delle attivita' produttive (...) il titolare dell'attivita' (...) in quanto responsabile della sicurezza dei luoghi di lavoro (...) deve acquisire la certificazione di agibilita' sismica rilasciata ai sensi delle norme tecniche vigenti (...) da un professionista abilitato e depositare la predetta certificazione al Comune territorialmente competente.".

Do' per scontato che il lettore abbia gia' avuto il piacere di confrontarsi con questa norma.

E' stato a seguito di un invito di professionisti che ho girato tre domande al contact-center della protezione civile nazionale. Per telefono. (Non e' stato agevole.)

Ecco le tre domande:

D1) il tecnico deve eseguire la verifica secondo i criteri dell'OPCM 3274/03?

D2) l'accelerazione di progetto e' quella delle NTC-2008?

D3) il livello del 60% e' riferito ad un edificio equivalente di nuova costruzione?

Le tre risposte via mail sono state le seguenti:

R1) il tecnico non deve eseguire la verifica secondo i criteri dell'OPCM 3274/03, ma deve fare riferimento ai criteri riportati nelle NTC-2008;

R2) No. E' quella dell'OPCM 3519/06;

R3) fatta la verifica il livello di sicurezza ottenuto dovra' essere pari al 60% come normato nel D.L. 74/2012, articolo comma 10. Questi criteri rispondono alle esigenze del territorio colpito dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio.

Va anche ricordato che le verifiche di agibilita' sismica, dopo la conversione in legge del decreto-legge "Emilia":
  • vanno fatte solo per edifici con ben precise carenze (collegamenti strutturali assenti o incompleti, tamponature prefabbricate, scaffalature non controventate);
  • in caso di prodotti deperibili, esse sono sostituite dalla verifica di agibilita' ordinaria;
  • possono essere provvisoriamente certificate dopo l'esecuzione di opere anche provvisionali che abbiano escluso o risolto le suddette carenze strutturali (collegamenti, tamponamenti e scaffalature);
  • vanno fatte entro l'8 dicembre di quest'anno;
  • vanno fatte nel rispetto degli ulteriori criteri e cadenze temporali introdotte dal comma 10, sempre dell'articolo 3.
 Le perplessita' sono moltissime, almeno per POA.

Alcune su tutte:
  • cos'e' l'agibilita' sismica? e' la sicurezza conseguita considerando anche le condizioni sismiche di progetto delle NTC-2008?
  • l'agibilita' ordinaria e' quella del testo unico dell'edilizia, oppure e' la sicurezza conseguita senza considerare le condizioni sismiche, ma solo quelle statiche?
  • perche' il certificato "provvisorio" del comma 8-bis e' previsto anche per casi di assenza di problematiche strutturali ai collegamenti, tamponature, scaffalature
  • le materie deperibili fanno davvero la differenza? anche se stanno dentro ad un frigorifero?

^  ^  ^

Bene, post terminato.

Mi rendo conto che sembra un rosario di dubbi. Tuttavia credo che ognuno di noi sia titolato a darvi una sua risposta, quanto meno ragionata ma di tutto rispetto.

Si consideri ormai che il tecnico certifica tutto, nel campo edilizio come quello di prevenzione incendi. Perche' no in quello strutturale?

Serve solo un ottimo avvocato.

Vi auguro i soliti 15 giorni di buon lavoro. Alla prossima.
Vs. POA

P.S.: un grazie a Giorgio per l'immagine di testa!

[ 152°] SEISMIC ASSESMENT OF EXISTING CONSTRUCTIONS ACCORDING TO THE ITALIAN NTC-2008
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domenica 2 settembre 2012

[151°] PREVEDERE I TERREMOTI: LA GUIDA DEFINITIVA - 2a puntata

Prima di iniziare a leggere prendete carta e matita, e disegnate uno gnomone aureo. Ne avrete ben incontrato uno durante le vs. vacanze.

Settembre 2012: sesto anno tutti assieme qui alle Premiate Officine Antisismiche. Wow! E con questi argomenti:

- le tolleranze dimensionali nelle procedure edilizie
  una via di salvezza per far tornare le misure in cantiere
- prevedere i terremoti - seconda puntata: PSHA
  a volo d'uccello verso la Probabilistic Seismic Hazard Analysis
- gnomi e gnomoni
  una collana di testi matematici in edicola


LE TOLLERANZE DIMENSIONALI NELLE PROCEDURE EDILIZIE
Per la pedemontana vicentina gira un ingegnere con due paia di palle.

Vero!

E' nato normale ma visto che gli ero stato sguinzagliato dietro per sospetto abuso edilizio col nobile incarico di tagliargliele via (le prime due), cosa che poi non avvenne, ritengo il soggetto come doppiamente fortunato.

All'epoca ero un abile Tagliatore del Genio Civile ma chiusi il verbale ritenendo le modifiche apportate in sede di cantiere del tutto compatibili con la natura dell'intervento (allora una ristrutturazione edilizia).

Ricevetti dal poveretto - gia' a gambe all'aria - l'epiteto di "Vero Signore", cosa che ancora dopo anni mi lusinga e mi sostiene nei (frequenti) momenti di pianto professionale.

A dire il vero la tentai con cuore impavido, sulla base di un sincero convincimento ingegneristico. E la cosa convinse i cuori.

Tuttavia non e' sempre facile trovare nella norma i presupposti per la (cristiana) tolleranza nei confronti di chi in cantiere realizza su progetto.

Sappiamo tutti, in realta', che una misura non e' mai x-metri, bensi' x-metri piu' o meno un qualcosa che raramente scende al di sotto della sensibilita' strumentale.

Mi sovviene ora delle tolleranze nella prevenzione incendi. Che nobilta' di pensiero!

Ma ecco una chicca:

"Ai fini dell'applicazione del presente articolo (34, comma 2-ter del testo unico per l'edilizia, N.d.R.), non si ha parziale difformita' del titolo abilitativo in presenza di violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che non eccedano per singola unita' immobiliare il due per cento delle misure progettuali."

Trovate quest'atto di carita' all'articolo 5 del Decreto-Sviluppo 2011.


PREVEDERE I TERREMOTI - SECONDA PUNTATA: PSHA
Riepilogo le idee con cui ci eravamo lasciati al termine della prima puntata.

Alla fatidica domanda "Quando capitera' a casa mia un forte terremoto? " s'era sostitutita quella piu' ragionevole "Quale probabilita' c'e' che in un intorno di raggio r ed in un intervallo di tempo Δt capiti un terremoto di magnitudo non inferiore ad M? ".

Lasciatemi chiamare questa domanda D1.

Quindi e' sembrato piu' ragionevole accettare di rispondere a D1 secondo un approccio probabilistico anziche deterministico; lasciando aperta la scelta al tipo di impostazione probabilistica preferibile, o forse dovrei dire piu' convincente di altre.

Per rispondere a D1 infatti possiamo immaginare un'intera famiglia di approcci, tutti con impostazione probabilistica. E tra questi trovare quello che meglio risponde al caso nostro, che vale la pena di ricordarlo, e' e sara' sempre un caso specifico: un territorio con vari avvallamenti, una data stratigrafia, una data storia geologica e come sempre, in un dato intervallo temporale.

Cio' che dovrebbe accomunare questi approcci e' il partire da una statistica di casi noti (i terremoti di catalogo?) per arrivare ad una distribuzione di densita' di probabilita' di accadimento (la ns. variabile aleatoria).

Sempre nella prima puntata s'erano viste due applicazioni di quanto detto: la prima era la mappa di pericolosita' sismica del Progetto S1, la seconda erano le mappe di probabilita' di accadimento riportate dal sito earthquake.bo.ingv.it

Merita iniziare questa seconda puntata con alcune considerazioni.

La prima considerazione e' che questo tipo di discorsi sono - a parere di POA - un tantino esorbitanti dal contesto ingegneristico in senso stretto. Mi spiego: la risposta a D1 e' ancora tipica di un contesto di ricerca, piuttosto che di un approccio applicativo tipico dell'ingegnere.

L'ingegnere infatti tende a trovarsi in un certo senso la pappa bell'e pronta: con un calcolo piu' che altro convenzionale sceglie l'azione sismica di progetto e si prepara ad evitare il peggio in un periodo nominale di 50 anni.

Ripeto: per noi ingegneri la scelta della situazione di progetto e' una questione convenzionale, sulla quale peraltro (forse) si ragiona (troppo) poco, come dimostra il fatto che quasi mai ci discostiamo dalle azioni  minime di legge. (Ma sara' mai possibile?)

D1 invece richiede un approccio fortemente multidisciplinare, in un ambito squisitamente ancora di studio e di ricerca, lontanissimo dal potersi affrontare con i (rozzi) strumenti risolutivi dell'ingegnere.

Un ingegnere che risponde a D1 me lo vedo un po' come un carpentiere che entri con martello e chiodi in una sala operatoria dove si sta facendo della microchirurgia.

La seconda considerazione e' che deve essere gia' previsto cosa fare una volta che qualcuno da' la risposta a D1.

E questa seconda questione non e' affatto banale.

Infatti accettato che una probabilita' pari a 0,9999 (99,99%) equivale alla pratica certezza di accadimento, e di converso la probabilita' 0,0001 (0,01%) equivale alla pratica certezza di non accadimento, resta da stabilire quale sia il valore che diamo alla nostra vita, o in altri termini quale sia il grado di fiducia al quale intendiamo allarmarci, molto, ma molto seriamente.

Ad esempio con una probabilita' di 0,25 siamo disposti a trasferci in auto per dormire all'aperto? d'inverno? e quanto a lungo?

Fatte queste premesse flash, torniamo a D1 e vediamo cosa si puo' trovare in internet sulla questione.

La prevedibilita' dei terremoti e' diventata di primaria attenzione dopo il terremoto de L'Aquila del 6 aprile 2009. Pochi giorni prima la Commissione Grandi Rischi aveva dato prova di non essere affatto preoccupata della sequenza sismica in corso nell'Aquilano con un proprio controverso verbale di riunione.

Dato il tragico epilogo dei fatti fu incaricata una commissione di esperti di accalarata fama mondiale per esprimere un autorevole parere sulla prevedibilita' o meno dei terremoti. In pratica si chiedeva loro se aveva senso porsi D1.

Si tratta della c.d. commissione Bertolaso, istituita il 21 aprile 2009.

La commissione ha condotto il proprio incarico producendo due memorie.

La prima memoria e' molto sintetica e parimenti molto efficace. E' stata consegnata il 2 ottobre 2009. L'ho letta in italiano e per la sua efficacia espositiva la consiglierei come lettura anche ai non addetti ai lavori.

La seconda memoria l'ho scoperta solo di recente ma e' stata consegnata al governo italiano il 30 maggio 2011. Non saprei giudicarla ora ma dico solo che il DPC non l'ha neppure tradotta in italiano: ufficialmente per non incorrere in errori esegetici imputabili alla traduzione.

Mah...

Direi pero' che per quanto mi riguarda queste due memorie potrebbero costituire ancora per qualche anno il bignami sullo stato dell'arte - per un povero strutturista quale sono - in fatto di previsione dei terremoti.

In giro per il Web tuttavia si puo' trovare anche moolto altro materiale. Ne cito qualcuno.

C'e' un bellissimo articolo su questo argomento a firma di Giuseppe Grandori ed Elisa Guagenti, due professori del Politecnico di Milano.

Bellissimo nel senso che vi si imparano molte cose, molti concetti che abitualmente l'ingegnere pratico ignora. Tuttavia mi pare un articolo anche un tantino polemico. Ed il divertente e' che le conclusioni non sarebbero a detta di POA proprio in linea col restante articolo.

Il concetto e' un po' questo: si', e' vero che i terremoti non sono prevedibili a breve termine in risposta di quesiti di tipo D1, e cio' per la mancanza di un precursore attendibile (l'articolo si focalizza sul concetto di precursore e previsioni a breve). Tuttavia la combinazione probabilistica di due mediocri precursori puo' portare a distribuzioni di accadimento di tutto rispetto per la prevedibilita' a breve termine.

E guarda caso proprio questo sarebbe stato negligentemente trascurato per il terremoto abruzzese del 2009.

Un altro bellissimo articolo per chi volesse iniziare un viaggio sul tema della prevedibilita' dei terremoti e' quello a firma di Giuliano F. Panza et a. pubblicato su 21-esimo secolo Scienza e Tecnologia (n. 3-2009).

Vi s'impara che lo stato dell'arte e' negli atti cadenzati dell'International Seminar on Prediction of Earthquakes, e che ci si sta arrabbattando da un po' con algoritmi predittivi del tipo CN e M8, e che senza un modello e una comprensione sismogenetica dei luoghi non si va da nessuna parte.

Ma cio' che piu' attrae dell'articolo e' la bibliografia. Da qui ho potuto risalire alla vera chicca: Engineering Seismic Risk Analysis di C.A. Cornell, in pratica il papa' concettuale della ns. mappa di pericolosita' sismica (il San Giuseppe del caso, via). Ve ne cito solo una frase, giusto per il piacere dell'olfatto:

"This paper introduces a method for the evaluation of the seismic risk at the site of an engineering project. The results are in term of a ground motion parameter (such as peak acceleretaion) versus average return period. "

Neh...

Tuttavia c'e' anche chi scrive nel 2000:

"The variability in seismic hazard evaluations in so wide that there is no state-of-the-practice. This wide variability is in part due to the inconsistent use of terminology, misleading terminology, and widespread misunderstandings of the basic methodologies used in seismic hazard evaluations. One source of the problems leading to the large variability in practice is the lack of well-written, easy to understand papers or textbooks on the topic of the seismic hazard analysis."

Perbaccolina.

Chi e' resistito sino a qui avra' capito che l'attuale scienza di previsione dei terremoti e' intimamente legata a molte discipline elementari, tra tutte la sismologia ed il calcolo probabilististico.

Come sempre se si vuole entrare dalla porta principale e' necessario partire dalla storia. E la chiave di ricerca si chiama PSHA: Probabilistic Seismic Hazard Analysis.

Da dare in pasto a Google...


GNOMI E GNOMONI
Ve lo ricordate Tafazzi? (Guardate solo Tafazzi!)

Be', da ingegnere non vi dico che gusto quando sbaglio mira...

Gira per le edicole una nuova collana di letture matematiche. Cose da leggere in viaggio.

Il prezzo non raggiunge per un centesimo i dieci euri a volumetto.

Ho qui il primo volume: "La Sezione Aurea", di Fernando Corbalan.

Credo un piacere, con veramente poche bottigliate. Aspetto il n. 13: "La certezza assoluta ed altre finzioni. I segreti della statistica", di Pere Grima.

Procuratevi un treno, parola.

P.S.: ah, lo gnomone aureo e' un triangolo particolare. Descritto a pagina 72 del libro citato.

^  ^  ^

Che piacere ritrovarvi! Qui alle Officine.
Alla prossima, tra 15gg. E buon lavoro.
Vs. POA
 
[ 151°] THE EARTHQUAKE'S FORECAST: THE ULTIMATE GUIDE
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mercoledì 25 luglio 2012

[150°] LE CARATTERISTICHE SISMOLOGICHE DEL RECENTE TERREMOTO PADANO-EMILIANO (1° aggiornamento)

Un cantiere mi sta assorbendo...

Riesco a malapena a tenere aggiornato il post che raccoglie (secondo POA) le notizie piu' interessanti e fruibili sul recente terremoto emiliano.

Il post a cui fare rinvio e' il n° 146.

Il sito dell'INGV continua a riportare una pagina aggiornatissima ed interamente dedicata alle notizie sul terremoto. Vi si trova il recente Rapporto finale rilievo macrosismico QUEST: e' un po' come entrare in un ospedale passando per il pronto soccorso (mi si perdoni il paragone). Chi non ha troppo tempo per la lettura dovrebbe sbirciare la sezione "Osservazioni generali" a pagina 12 del rapporto.

(QUEST sta per Quick Earthquake Survey Team.
Mah...)

E poi vi si trova pure una relazione alquanto tecnica sulla deformazione al suolo (confesso di averla solo guardata).

Vedo che il blog dell'INGV resiste.

Mi son messo da parte i post sul momento sismico, il discorsivo catastrofe o terremoto, il rapporto macrosismico e da ultimo due mesi di attivita' sismica.

Continua pure a crescere la pagina web che ReLUIS dedica allo stesso argomento.

Qui vi trovo dei documenti imponenti ma che allo stesso tempo mi lasciano un po' perplesso, come questa moda di sparar fuori linee guida e magari solo in bozza. Boh, sara' un segno del progredire dei tempi...

Qui la squadra 166 dei verificatori ha lasciato traccia delle proprie verifiche, ma forse in maniera troppo sintetica ed omettendo di esplicitare il giudizio di agibilita' finale. Peccato, sarebbe stato un utile confronto con altre esperienze.

Vedo che il rapporto preliminare sull'evento e' stato aggiornato. Siamo alla versione 2.11.

Sul tema dei "capannoni" anche il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha detto la sua dando parere favorevole sulla proposta di Linee guida per la valutazione della vulnerabilità e interventi per le costruzioni ad uso produttivo in zona sismica.

L'autore del documento - che non mi piace (ma io sono un ingegneruncolo) - e' il Servizio Tecnico Centrale dello stesso Consiglio Superiore. Il parere (di cui non trovo purtroppo piu' il link, sob!) e' il n. 43 del 22 giugno 2012.

Sfido a capire se questo documento tecnico e' stato ufficializzato in qualche modo, oppure no.

Ed avanti.

Alla pagina della Rete Accelerometrica Nazionale (RAN) si trova un ulteriore report, a piu' firme tra cui il Dipartimento di Protezione Civile nazionale (DPC).

Come pure vi si trova pubblicato il bollettino accelerometrico del mese di maggio.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha messo su una simpatica paginetta web dedicata agli effetti macrosismici del terremoto. E manco a dirlo vi si trova un originale rilievo macrosismico speditivo con tanto di guida alla scala MCS.

A livello amministrativo, invece, le mie conoscenze sono ferme ai seguenti atti principali:

1) il decreto-legge 6 giugno 2012 n. 74 che e' destinato a diventare il provvedimento quadro di tutto l'ambaradan (e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 131del 7 giugno)

2) il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 luglio 2012, che stabilisce come dividere quei pochi euri che ci sono

[Agg. 26-7-2012] Marco mi segnala la pagina web dove trovare gli atti amministrativi della Regione Emilia Romagna. Fatto.

P.S.: trovo ora anche questo report di Eucentre di taglio geologico.

Infine non potevo fare a meno di postare alcune elucubrazioni delle Premiate, messe su sempre con strumenti gis e con i dati dell'INGV e del Geoportale Nazionale.

Le avete di seguito.

Due suggestive geo-localizzazioni degli epicentri:
 
Epicentri in coordinate geografiche (datum ETRF 89)


Area epicentrale - Maggio e Giugno 2012


La stessa rappresentazione di prima, ma "montata" sul modello sismogenetico ZS9:

Visualizzazione dei dati INGV e GN mediante software AdB-Toolbox


Ed infine la sequenza tempo-magnitudo dei terremoti nei mesi di maggio e giugno (le linee verdi sono rimaste li' per mia dimenticanza....)


Fonte INGV


Dati grezzi INGV


Dati grezzi INGV

L'appuntamento sarebbe per il 1° agosto (il mio cantiere non va in ferie).
Ma vi auguro ugualmente 15 giorni di proficuo lavoro. Non si sa mai.
Vs. POA
 
[ 150°] SCIENTIFIC DATA ABOUT THE RECENT EARTHQUAKES IN CENTRAL NORTHERN ITALY - UPDATED
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