domenica 2 settembre 2012

[151°] PREVEDERE I TERREMOTI: LA GUIDA DEFINITIVA - 2a puntata

Prima di iniziare a leggere prendete carta e matita, e disegnate uno gnomone aureo. Ne avrete ben incontrato uno durante le vs. vacanze.

Settembre 2012: sesto anno tutti assieme qui alle Premiate Officine Antisismiche. Wow! E con questi argomenti:

- le tolleranze dimensionali nelle procedure edilizie
  una via di salvezza per far tornare le misure in cantiere
- prevedere i terremoti - seconda puntata: PSHA
  a volo d'uccello verso la Probabilistic Seismic Hazard Analysis
- gnomi e gnomoni
  una collana di testi matematici in edicola


LE TOLLERANZE DIMENSIONALI NELLE PROCEDURE EDILIZIE
Per la pedemontana vicentina gira un ingegnere con due paia di palle.

Vero!

E' nato normale ma visto che gli ero stato sguinzagliato dietro per sospetto abuso edilizio col nobile incarico di tagliargliele via (le prime due), cosa che poi non avvenne, ritengo il soggetto come doppiamente fortunato.

All'epoca ero un abile Tagliatore del Genio Civile ma chiusi il verbale ritenendo le modifiche apportate in sede di cantiere del tutto compatibili con la natura dell'intervento (allora una ristrutturazione edilizia).

Ricevetti dal poveretto - gia' a gambe all'aria - l'epiteto di "Vero Signore", cosa che ancora dopo anni mi lusinga e mi sostiene nei (frequenti) momenti di pianto professionale.

A dire il vero la tentai con cuore impavido, sulla base di un sincero convincimento ingegneristico. E la cosa convinse i cuori.

Tuttavia non e' sempre facile trovare nella norma i presupposti per la (cristiana) tolleranza nei confronti di chi in cantiere realizza su progetto.

Sappiamo tutti, in realta', che una misura non e' mai x-metri, bensi' x-metri piu' o meno un qualcosa che raramente scende al di sotto della sensibilita' strumentale.

Mi sovviene ora delle tolleranze nella prevenzione incendi. Che nobilta' di pensiero!

Ma ecco una chicca:

"Ai fini dell'applicazione del presente articolo (34, comma 2-ter del testo unico per l'edilizia, N.d.R.), non si ha parziale difformita' del titolo abilitativo in presenza di violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che non eccedano per singola unita' immobiliare il due per cento delle misure progettuali."

Trovate quest'atto di carita' all'articolo 5 del Decreto-Sviluppo 2011.


PREVEDERE I TERREMOTI - SECONDA PUNTATA: PSHA
Riepilogo le idee con cui ci eravamo lasciati al termine della prima puntata.

Alla fatidica domanda "Quando capitera' a casa mia un forte terremoto? " s'era sostitutita quella piu' ragionevole "Quale probabilita' c'e' che in un intorno di raggio r ed in un intervallo di tempo Δt capiti un terremoto di magnitudo non inferiore ad M? ".

Lasciatemi chiamare questa domanda D1.

Quindi e' sembrato piu' ragionevole accettare di rispondere a D1 secondo un approccio probabilistico anziche deterministico; lasciando aperta la scelta al tipo di impostazione probabilistica preferibile, o forse dovrei dire piu' convincente di altre.

Per rispondere a D1 infatti possiamo immaginare un'intera famiglia di approcci, tutti con impostazione probabilistica. E tra questi trovare quello che meglio risponde al caso nostro, che vale la pena di ricordarlo, e' e sara' sempre un caso specifico: un territorio con vari avvallamenti, una data stratigrafia, una data storia geologica e come sempre, in un dato intervallo temporale.

Cio' che dovrebbe accomunare questi approcci e' il partire da una statistica di casi noti (i terremoti di catalogo?) per arrivare ad una distribuzione di densita' di probabilita' di accadimento (la ns. variabile aleatoria).

Sempre nella prima puntata s'erano viste due applicazioni di quanto detto: la prima era la mappa di pericolosita' sismica del Progetto S1, la seconda erano le mappe di probabilita' di accadimento riportate dal sito earthquake.bo.ingv.it

Merita iniziare questa seconda puntata con alcune considerazioni.

La prima considerazione e' che questo tipo di discorsi sono - a parere di POA - un tantino esorbitanti dal contesto ingegneristico in senso stretto. Mi spiego: la risposta a D1 e' ancora tipica di un contesto di ricerca, piuttosto che di un approccio applicativo tipico dell'ingegnere.

L'ingegnere infatti tende a trovarsi in un certo senso la pappa bell'e pronta: con un calcolo piu' che altro convenzionale sceglie l'azione sismica di progetto e si prepara ad evitare il peggio in un periodo nominale di 50 anni.

Ripeto: per noi ingegneri la scelta della situazione di progetto e' una questione convenzionale, sulla quale peraltro (forse) si ragiona (troppo) poco, come dimostra il fatto che quasi mai ci discostiamo dalle azioni  minime di legge. (Ma sara' mai possibile?)

D1 invece richiede un approccio fortemente multidisciplinare, in un ambito squisitamente ancora di studio e di ricerca, lontanissimo dal potersi affrontare con i (rozzi) strumenti risolutivi dell'ingegnere.

Un ingegnere che risponde a D1 me lo vedo un po' come un carpentiere che entri con martello e chiodi in una sala operatoria dove si sta facendo della microchirurgia.

La seconda considerazione e' che deve essere gia' previsto cosa fare una volta che qualcuno da' la risposta a D1.

E questa seconda questione non e' affatto banale.

Infatti accettato che una probabilita' pari a 0,9999 (99,99%) equivale alla pratica certezza di accadimento, e di converso la probabilita' 0,0001 (0,01%) equivale alla pratica certezza di non accadimento, resta da stabilire quale sia il valore che diamo alla nostra vita, o in altri termini quale sia il grado di fiducia al quale intendiamo allarmarci, molto, ma molto seriamente.

Ad esempio con una probabilita' di 0,25 siamo disposti a trasferci in auto per dormire all'aperto? d'inverno? e quanto a lungo?

Fatte queste premesse flash, torniamo a D1 e vediamo cosa si puo' trovare in internet sulla questione.

La prevedibilita' dei terremoti e' diventata di primaria attenzione dopo il terremoto de L'Aquila del 6 aprile 2009. Pochi giorni prima la Commissione Grandi Rischi aveva dato prova di non essere affatto preoccupata della sequenza sismica in corso nell'Aquilano con un proprio controverso verbale di riunione.

Dato il tragico epilogo dei fatti fu incaricata una commissione di esperti di accalarata fama mondiale per esprimere un autorevole parere sulla prevedibilita' o meno dei terremoti. In pratica si chiedeva loro se aveva senso porsi D1.

Si tratta della c.d. commissione Bertolaso, istituita il 21 aprile 2009.

La commissione ha condotto il proprio incarico producendo due memorie.

La prima memoria e' molto sintetica e parimenti molto efficace. E' stata consegnata il 2 ottobre 2009. L'ho letta in italiano e per la sua efficacia espositiva la consiglierei come lettura anche ai non addetti ai lavori.

La seconda memoria l'ho scoperta solo di recente ma e' stata consegnata al governo italiano il 30 maggio 2011. Non saprei giudicarla ora ma dico solo che il DPC non l'ha neppure tradotta in italiano: ufficialmente per non incorrere in errori esegetici imputabili alla traduzione.

Mah...

Direi pero' che per quanto mi riguarda queste due memorie potrebbero costituire ancora per qualche anno il bignami sullo stato dell'arte - per un povero strutturista quale sono - in fatto di previsione dei terremoti.

In giro per il Web tuttavia si puo' trovare anche moolto altro materiale. Ne cito qualcuno.

C'e' un bellissimo articolo su questo argomento a firma di Giuseppe Grandori ed Elisa Guagenti, due professori del Politecnico di Milano.

Bellissimo nel senso che vi si imparano molte cose, molti concetti che abitualmente l'ingegnere pratico ignora. Tuttavia mi pare un articolo anche un tantino polemico. Ed il divertente e' che le conclusioni non sarebbero a detta di POA proprio in linea col restante articolo.

Il concetto e' un po' questo: si', e' vero che i terremoti non sono prevedibili a breve termine in risposta di quesiti di tipo D1, e cio' per la mancanza di un precursore attendibile (l'articolo si focalizza sul concetto di precursore e previsioni a breve). Tuttavia la combinazione probabilistica di due mediocri precursori puo' portare a distribuzioni di accadimento di tutto rispetto per la prevedibilita' a breve termine.

E guarda caso proprio questo sarebbe stato negligentemente trascurato per il terremoto abruzzese del 2009.

Un altro bellissimo articolo per chi volesse iniziare un viaggio sul tema della prevedibilita' dei terremoti e' quello a firma di Giuliano F. Panza et a. pubblicato su 21-esimo secolo Scienza e Tecnologia (n. 3-2009).

Vi s'impara che lo stato dell'arte e' negli atti cadenzati dell'International Seminar on Prediction of Earthquakes, e che ci si sta arrabbattando da un po' con algoritmi predittivi del tipo CN e M8, e che senza un modello e una comprensione sismogenetica dei luoghi non si va da nessuna parte.

Ma cio' che piu' attrae dell'articolo e' la bibliografia. Da qui ho potuto risalire alla vera chicca: Engineering Seismic Risk Analysis di C.A. Cornell, in pratica il papa' concettuale della ns. mappa di pericolosita' sismica (il San Giuseppe del caso, via). Ve ne cito solo una frase, giusto per il piacere dell'olfatto:

"This paper introduces a method for the evaluation of the seismic risk at the site of an engineering project. The results are in term of a ground motion parameter (such as peak acceleretaion) versus average return period. "

Neh...

Tuttavia c'e' anche chi scrive nel 2000:

"The variability in seismic hazard evaluations in so wide that there is no state-of-the-practice. This wide variability is in part due to the inconsistent use of terminology, misleading terminology, and widespread misunderstandings of the basic methodologies used in seismic hazard evaluations. One source of the problems leading to the large variability in practice is the lack of well-written, easy to understand papers or textbooks on the topic of the seismic hazard analysis."

Perbaccolina.

Chi e' resistito sino a qui avra' capito che l'attuale scienza di previsione dei terremoti e' intimamente legata a molte discipline elementari, tra tutte la sismologia ed il calcolo probabilististico.

Come sempre se si vuole entrare dalla porta principale e' necessario partire dalla storia. E la chiave di ricerca si chiama PSHA: Probabilistic Seismic Hazard Analysis.

Da dare in pasto a Google...


GNOMI E GNOMONI
Ve lo ricordate Tafazzi? (Guardate solo Tafazzi!)

Be', da ingegnere non vi dico che gusto quando sbaglio mira...

Gira per le edicole una nuova collana di letture matematiche. Cose da leggere in viaggio.

Il prezzo non raggiunge per un centesimo i dieci euri a volumetto.

Ho qui il primo volume: "La Sezione Aurea", di Fernando Corbalan.

Credo un piacere, con veramente poche bottigliate. Aspetto il n. 13: "La certezza assoluta ed altre finzioni. I segreti della statistica", di Pere Grima.

Procuratevi un treno, parola.

P.S.: ah, lo gnomone aureo e' un triangolo particolare. Descritto a pagina 72 del libro citato.

^  ^  ^

Che piacere ritrovarvi! Qui alle Officine.
Alla prossima, tra 15gg. E buon lavoro.
Vs. POA
 
[ 151°] THE EARTHQUAKE'S FORECAST: THE ULTIMATE GUIDE
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mercoledì 25 luglio 2012

[150°] LE CARATTERISTICHE SISMOLOGICHE DEL RECENTE TERREMOTO PADANO-EMILIANO (1° aggiornamento)

Un cantiere mi sta assorbendo...

Riesco a malapena a tenere aggiornato il post che raccoglie (secondo POA) le notizie piu' interessanti e fruibili sul recente terremoto emiliano.

Il post a cui fare rinvio e' il n° 146.

Il sito dell'INGV continua a riportare una pagina aggiornatissima ed interamente dedicata alle notizie sul terremoto. Vi si trova il recente Rapporto finale rilievo macrosismico QUEST: e' un po' come entrare in un ospedale passando per il pronto soccorso (mi si perdoni il paragone). Chi non ha troppo tempo per la lettura dovrebbe sbirciare la sezione "Osservazioni generali" a pagina 12 del rapporto.

(QUEST sta per Quick Earthquake Survey Team.
Mah...)

E poi vi si trova pure una relazione alquanto tecnica sulla deformazione al suolo (confesso di averla solo guardata).

Vedo che il blog dell'INGV resiste.

Mi son messo da parte i post sul momento sismico, il discorsivo catastrofe o terremoto, il rapporto macrosismico e da ultimo due mesi di attivita' sismica.

Continua pure a crescere la pagina web che ReLUIS dedica allo stesso argomento.

Qui vi trovo dei documenti imponenti ma che allo stesso tempo mi lasciano un po' perplesso, come questa moda di sparar fuori linee guida e magari solo in bozza. Boh, sara' un segno del progredire dei tempi...

Qui la squadra 166 dei verificatori ha lasciato traccia delle proprie verifiche, ma forse in maniera troppo sintetica ed omettendo di esplicitare il giudizio di agibilita' finale. Peccato, sarebbe stato un utile confronto con altre esperienze.

Vedo che il rapporto preliminare sull'evento e' stato aggiornato. Siamo alla versione 2.11.

Sul tema dei "capannoni" anche il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha detto la sua dando parere favorevole sulla proposta di Linee guida per la valutazione della vulnerabilità e interventi per le costruzioni ad uso produttivo in zona sismica.

L'autore del documento - che non mi piace (ma io sono un ingegneruncolo) - e' il Servizio Tecnico Centrale dello stesso Consiglio Superiore. Il parere (di cui non trovo purtroppo piu' il link, sob!) e' il n. 43 del 22 giugno 2012.

Sfido a capire se questo documento tecnico e' stato ufficializzato in qualche modo, oppure no.

Ed avanti.

Alla pagina della Rete Accelerometrica Nazionale (RAN) si trova un ulteriore report, a piu' firme tra cui il Dipartimento di Protezione Civile nazionale (DPC).

Come pure vi si trova pubblicato il bollettino accelerometrico del mese di maggio.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha messo su una simpatica paginetta web dedicata agli effetti macrosismici del terremoto. E manco a dirlo vi si trova un originale rilievo macrosismico speditivo con tanto di guida alla scala MCS.

A livello amministrativo, invece, le mie conoscenze sono ferme ai seguenti atti principali:

1) il decreto-legge 6 giugno 2012 n. 74 che e' destinato a diventare il provvedimento quadro di tutto l'ambaradan (e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 131del 7 giugno)

2) il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 luglio 2012, che stabilisce come dividere quei pochi euri che ci sono

[Agg. 26-7-2012] Marco mi segnala la pagina web dove trovare gli atti amministrativi della Regione Emilia Romagna. Fatto.

P.S.: trovo ora anche questo report di Eucentre di taglio geologico.

Infine non potevo fare a meno di postare alcune elucubrazioni delle Premiate, messe su sempre con strumenti gis e con i dati dell'INGV e del Geoportale Nazionale.

Le avete di seguito.

Due suggestive geo-localizzazioni degli epicentri:
 
Epicentri in coordinate geografiche (datum ETRF 89)


Area epicentrale - Maggio e Giugno 2012


La stessa rappresentazione di prima, ma "montata" sul modello sismogenetico ZS9:

Visualizzazione dei dati INGV e GN mediante software AdB-Toolbox


Ed infine la sequenza tempo-magnitudo dei terremoti nei mesi di maggio e giugno (le linee verdi sono rimaste li' per mia dimenticanza....)


Fonte INGV


Dati grezzi INGV


Dati grezzi INGV

L'appuntamento sarebbe per il 1° agosto (il mio cantiere non va in ferie).
Ma vi auguro ugualmente 15 giorni di proficuo lavoro. Non si sa mai.
Vs. POA
 
[ 150°] SCIENTIFIC DATA ABOUT THE RECENT EARTHQUAKES IN CENTRAL NORTHERN ITALY - UPDATED
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sabato 7 luglio 2012

[149°] PREVEDERE I TERREMOTI: LA GUIDA DEFINITIVA – 1a puntata


...affinche' si compissero le Scritture.
Gia', anche il Nazareno dovette fare non pochi salti mortali affinche' le profezie che lo riguardavano non fossero sbugiardate.


I TERREMOTI TRA PREVEGGENZA E PREVISIONE 
Comincia la prima di tre puntate di un lungo e mai terminato viaggio sul tema della prevedibilita' dei terremoti.

Anzitutto le Premiate si scusano con i lettori per il titolo. Non e' stile da POA stupire con effetti speciali. E difatti non ci sara' nessun effetto speciale se non quello di scambiarci un quanto di conoscenza.  (Solo un espediente per i motori di ricerca)

Ma qua ci vorrebbe Umberto Eco: prevedere, predirre, premonire, preannunciare, profetare, annunciare, preavvertire, presagire, divinare, oracolare, vaticinare, oracoleggiare, sentire, pronunciare, sentenziare.

Misurare, calcolare, mai.

Sono tutti modi di affrontare il futuro capaci solo di dare rumore di fondo e di impedire di porre il problema nei giusti termini.

Sono convinto che le persone cerchino la risposta a questa domanda: dove sorge la mia casa e dove ho i miei interessi ci sara' un terremoto? E quando esattamente? E di quale intensita'?

Il quesito e' (scientificamente) legittimo e ammette anche una risposta non banale.

Occorre pero' rendere questo quesito, un quesito ingegneristicamente ben posto.

I presupposti della domanda:

1) una individuazione geografica per l'accadimento.
Andrebbe bene un cerchio di raggio R centrato su un qualche punto? Diciamo di si'.
Prendiamo allora ad esempio un cerchio con raggio mezzo chilometro centrato sul campanile di Mirandola.

2) un intervallo temporale.
Diciamo 10 anni? Diciamolo.

3) ed il terremoto? Come lo individuiamo?

Ci sono molte teorie scientifiche al riguardo. Io sono un modesto ingegnere e quindi mi affido a quel modo di rappresentare il terremoto forse il piu' imperfetto ma ad oggi il piu' immediato da applicare: il terremoto lo rappresento col suo picco di accelerazione al suolo.

Bene.

A questo punto, se si ammette che qualsiasi struttura dell'ingegneria possa resistere (anche senza calcoli) ad almeno il 10% del proprio peso, se girato come spinta orizzontale, potremmo allora ritenere anche che la nostra casa un terremoto con picco pari a 0,05-0,10 g sia in grado di sopportarlo. E senza danni.

Ma forse un terremoto con picco pari a 0,30 g no, questo non lo sopporterebbe.

Quindi la domanda di prima puo' essere riscritta in questo modo:

in una areola di raggio mezzo chilometro, centrata sul campanile della parrocchiale di Mirandola, avverra' un terremoto con picco di accelerazione maggiore o uguale a 0,3 g nei prossimi 10 anni?

Che io sappia, a questa domanda attualmente non si puo' rispondere in termini che gli scienziati chiamano deterministici. Cioe' non si puo' rispondere semplicemente: “si', avverra'” oppure “no, non avverra'”.

D'altra parte, scusate: le previsioni meteo le avete in questo modo? Chiaro che no. (C'e' solo una persona in Italia che se le previsioni danno neve in mattinata, alle due del pomeriggio manda in magazzino gli spazzaneve. Ed e' un tal sindaco...)

Ed allora perche' pretendere l'assoluta certezza nel caso dei terremoti?

Piuttosto bisogna essere a conoscenza che c'e' un modo scientifico per rispondere alla ns. domanda. Ed e' rispondervi in modo probabilistico.

Probabilistico vs. Deterministico.

In questo fondamentale cambio di vedute la domanda diventa:  

in una areola definita, quale probabilita' ho che avvenga un terremoto con picco di accelerazione maggiore di 0,3 g nei prossimi 10 anni?

Suona bene. Vero?

Ed il bello e' che la scienza sa dare una risposta a questa domanda. E lo fa appunto in termini di probabilita'. Cioe' in termini di fiducia con cui siamo in grado di accettare la risposta.

Apro una prima parentesi.

Ora POA vi stupira' con la sua capacita' divinatoria.

Primo vaticinio: nei prossimi 60 secondi dalla fine di questo post non avverra' nessun terremoto con picco maggiore a 0,3 g in un intorno di 10 metri del campanile di Mirandola.

Secondo vaticinio: nei prossimi 150 anni avverra' almeno un terremoto con picco superiore a 0,3 g nel nord Italia.

Faccio ridere, vero. E' un po' come voler vincere facile. Pero' non vi ho mentito. Ho solo portato un discorso probabilistico scientificamente corretto alle sue estreme conseguenze, o come si dice in ambito scientifico, l'ho portato al limite.

Ma anche al limite, non ho detto bugie.

In Italia negli ultimi 30 anni e' avvenuto un terremoto molto forte mediamente ogni 5 anni: quindi posso scommettere cio' che volete che ce ne sara' uno simile nel nord Italia nei prossimi 150 anni.

Non ho la certezza deterministica (100% di fiducia) ma la probabilita' che cio' accada veramente e' altissima: e' proprio come vincere facile.

Lo stesso all'estremo opposto.

Qui ho scelto l'area talmente piccola e l'intervallo temporale talmente breve, che solo il massimo della sfiga mi farebbe perdere la scommessa. Anche in un territorio martoriato come lo e' adesso il cratere sismico di Mirandola.

In mezzo a questi due estremi, beh c'e' da sudare le classiche sette camicie, ma si puo' scientificamente ragionare.

Si capisce a questo punto che gli ingredienti di un buon quesito sono:

1) porsi la domanda in termini probabilistici, esplicitando il livello di fiducia richiesto nella risposta (compreso tra 0 ed 1, oppure tra 0% e 100%, ovviamente estremi esclusi);

2) scegliere un'area di accadimento delimitata, non troppo piccola;

3) definire un intervallo di tempo, non troppo breve;

4) definire il livello di scuotimento massimo del terremoto in termini di accelerazione.

Se si fa cosi', la scienza la da' una risposta. Non e' vero che non si puo' dire nulla.

Solo che:

a) bisogna accettare un certo grado di incertezza (o simmetricamente di fiducia) insita nella risposta stessa;

b) non bisogna incavolarsi se poi la nostra fiducia non viene corrisposta (o come fa qualcuno, voler cambiare le mappe di pericolosita' sismica dopo un unico main shock andato storto).

Su quest'ultimo aspetto mi sovviene d'un caro amico che dopo avermi fatto i tarocchi, alla mia richiesta di ripetere la divinazione per una opportuna verifica, disse inorridito: "Non si puo'! i tarocchi si arrabbierebbero".

@zzo: non posso far due giri di tarocchi per vedere se dicono il vero perche' gli si girano le balle, pero' me la prendo con i sismologi che fanno i salti mortali tra modelli probabilistici della realta' che neppure il padreterno capisce?  

La gente comune deve imparare a ragionare con i terremoti negli stessi termini in cui ragiona per il tempo meteorologico.

Se ho la probabilita' del 20% che domani piova, io non porto via l'ombrello. Col 50% ci ragiono un po' su. Dove arrivo? Per quanto sto via? Sono con degli amici che mi possono prestare un ombrello?

Se ho la probabilita' del 50% che nei prossimi 50 anni mi arrivi un forte terremoto, qui, beh... devo fare un qualche ragionamento. E' poco ma sicuro. Altrimenti non sono neanche un fatalista. Sono un suicida.

Ecco, detto in soldoni, io credo sia questo il modo di porre la questione della prevedibilita' dei terremoti. Almeno per ora.

Qualcuno invece vuol far credere che la gente pretenda che le si telefoni per dirle: ehi, scappa via perche' nella prossima mezz'ora un terremoto ti buttera' giu' la casa.

Secondo me il rumore di fondo di quest'ultima mistificazione ha fatto si' che nessuno spiegasse alle persone quale fosse la vera domanda da porre.

E qui proprio non ce la faccio a non aprire una seconda parentesi, niente po po di meno che di (alta) filosofia.

Io credo che un tale sviamento culturale, impostato grazie anche ai media, non sia casuale.

Credo che tenere le persone nell'ignoranza sia molto piu' comodo, meno faticoso e anche molto piu' conveniente (monetariamente) per quelli che io chiamo i Moderni Pitagorici.

Cioe' per coloro che temono come fumo negli occhi che le persone possano ragionare a tutto campo con la propria testa e scegliere secondo i propri genuini interessi economici e culturali. Nel rispetto dei diritti altrui.

Una persona che ignora e' facilmente manipolabile. E per ogni ignorante c'e' in giro il suo burattinaio che lo sta cercando.  

L'ignoranza e' l'oppio dei popoli.

E i Moderni Pitagorici trovano sempre una scusa per impedire il cambiamento.

Dio che mal di testa. Meglio tornare a bomba ai ns. terremoti.

Ci sono in effetti anche studi nella direzione di preavvisare le persone per tempo, ad un arrivo di un terremoto. Tuttavia per quel che ne so i tempi di preavviso sono dell'ordine di pochissimi minuti (ne ha parlato Iunio Iervolino et a. recentemente su Le Scienze, Aprile 2011).

Per ora la previsione e' possibile solo in termini probabilistici.

E a dimostrazione di cio' cito due esempi.  

Il primo esempio e' per gli addetti ai lavori.

Se si apre il Progetto esse1, proprio sotto la mappa di pericolosita' sismica si puo' trovare un menu' a tendina.

Questo consente la scelta di uno tra tre valori: 16 50 e 84.

Sono i livelli di fiducia (percentili) che siete disposti a dare alla vostra previsione del terremoto di progetto: 16% 50% 84%.

Di solito si ragiona al 50% di fiducia. Il che significa che (a meno dei coefficienti di sicurezza) l'azione di progetto puo' essere probabilisticamente maggiorata dalla vs. sfiga nel 50% dei casi.

(A naso, mi sembrano troppi)

Il secondo esempio e' la carta di probabilita' di accadimento di un terremoto (comprensibile sicuramente da chi ha fatto una scuola media superiore).

Ne avete sentito parlare?

La prima mappa (Map A) da' la probabilita' che avvenga un forte terremoto entro una zona sismogenetica del Modello ZS4.

Ad esempio, POA sta in alto, sotto al Friuli. Qui si trova la zona sismogenetica 1 cui corrisponde la ragguardevole probabilita' del 28% che avvenga un terremoto con M5,5+ nei prossimi 10 anni.

Il colore e' marrone (e' un caso??).

Ma si puo' anche dire, con la seconda mappa (Map B): il comune di Mirandola sta in un'area giallina contraddistinta dal valore di densita' areale di probabilita' (diciamo...) di 5,2 x 10-6 a chilometro quadrato.

Orbene, se la superficie comunale di Mirandola e' di 137 km quadrati, allora la probabilita' che nei prossimi 10 anni accada un terremoto con M5,5+ e':

137 km2 x 5,2 x 10-6 km-2 = 0,07% 

S'e' sgonfiata dopo il main shock del 20 e del 29 maggio scorsi?

Concludo questa prima puntata dicendo, senza polemica, che la pubblica amministrazione cui spetta salvaguardare la salute pubblica in tutte le sue forme come pure l'istruzione delle persone, non dovrebbe stare in scacco di lobbies senza scrupoli dedite solo ai propri interessi finanziari.

Dovrebbe tirare dalla parte della sicurezza, cortesemente, ma con fermezza. E non attendere il prossimo grave terremoto, tra 5 anni.

P.S. Se dell'intervallo 0% - 100% si tengono solo gli estremi, si torna a ragionare in termini deterministici. Da oracolo, o se preferite, da tarocchi.

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 Wow, che post interminabile.

Come sempre, quindici giorni di buon lavoro.
Vs. POA
[ 149°] The earthquakes' forecast: the ultimate guide
No english version for this post... sorry.

venerdì 15 giugno 2012

[148°] TIME OUT

1961. Io sono nato qui.





1961. I was born there.
Great short!