sabato 7 luglio 2012

[149°] PREVEDERE I TERREMOTI: LA GUIDA DEFINITIVA – 1a puntata


...affinche' si compissero le Scritture.
Gia', anche il Nazareno dovette fare non pochi salti mortali affinche' le profezie che lo riguardavano non fossero sbugiardate.


I TERREMOTI TRA PREVEGGENZA E PREVISIONE 
Comincia la prima di tre puntate di un lungo e mai terminato viaggio sul tema della prevedibilita' dei terremoti.

Anzitutto le Premiate si scusano con i lettori per il titolo. Non e' stile da POA stupire con effetti speciali. E difatti non ci sara' nessun effetto speciale se non quello di scambiarci un quanto di conoscenza.  (Solo un espediente per i motori di ricerca)

Ma qua ci vorrebbe Umberto Eco: prevedere, predirre, premonire, preannunciare, profetare, annunciare, preavvertire, presagire, divinare, oracolare, vaticinare, oracoleggiare, sentire, pronunciare, sentenziare.

Misurare, calcolare, mai.

Sono tutti modi di affrontare il futuro capaci solo di dare rumore di fondo e di impedire di porre il problema nei giusti termini.

Sono convinto che le persone cerchino la risposta a questa domanda: dove sorge la mia casa e dove ho i miei interessi ci sara' un terremoto? E quando esattamente? E di quale intensita'?

Il quesito e' (scientificamente) legittimo e ammette anche una risposta non banale.

Occorre pero' rendere questo quesito, un quesito ingegneristicamente ben posto.

I presupposti della domanda:

1) una individuazione geografica per l'accadimento.
Andrebbe bene un cerchio di raggio R centrato su un qualche punto? Diciamo di si'.
Prendiamo allora ad esempio un cerchio con raggio mezzo chilometro centrato sul campanile di Mirandola.

2) un intervallo temporale.
Diciamo 10 anni? Diciamolo.

3) ed il terremoto? Come lo individuiamo?

Ci sono molte teorie scientifiche al riguardo. Io sono un modesto ingegnere e quindi mi affido a quel modo di rappresentare il terremoto forse il piu' imperfetto ma ad oggi il piu' immediato da applicare: il terremoto lo rappresento col suo picco di accelerazione al suolo.

Bene.

A questo punto, se si ammette che qualsiasi struttura dell'ingegneria possa resistere (anche senza calcoli) ad almeno il 10% del proprio peso, se girato come spinta orizzontale, potremmo allora ritenere anche che la nostra casa un terremoto con picco pari a 0,05-0,10 g sia in grado di sopportarlo. E senza danni.

Ma forse un terremoto con picco pari a 0,30 g no, questo non lo sopporterebbe.

Quindi la domanda di prima puo' essere riscritta in questo modo:

in una areola di raggio mezzo chilometro, centrata sul campanile della parrocchiale di Mirandola, avverra' un terremoto con picco di accelerazione maggiore o uguale a 0,3 g nei prossimi 10 anni?

Che io sappia, a questa domanda attualmente non si puo' rispondere in termini che gli scienziati chiamano deterministici. Cioe' non si puo' rispondere semplicemente: “si', avverra'” oppure “no, non avverra'”.

D'altra parte, scusate: le previsioni meteo le avete in questo modo? Chiaro che no. (C'e' solo una persona in Italia che se le previsioni danno neve in mattinata, alle due del pomeriggio manda in magazzino gli spazzaneve. Ed e' un tal sindaco...)

Ed allora perche' pretendere l'assoluta certezza nel caso dei terremoti?

Piuttosto bisogna essere a conoscenza che c'e' un modo scientifico per rispondere alla ns. domanda. Ed e' rispondervi in modo probabilistico.

Probabilistico vs. Deterministico.

In questo fondamentale cambio di vedute la domanda diventa:  

in una areola definita, quale probabilita' ho che avvenga un terremoto con picco di accelerazione maggiore di 0,3 g nei prossimi 10 anni?

Suona bene. Vero?

Ed il bello e' che la scienza sa dare una risposta a questa domanda. E lo fa appunto in termini di probabilita'. Cioe' in termini di fiducia con cui siamo in grado di accettare la risposta.

Apro una prima parentesi.

Ora POA vi stupira' con la sua capacita' divinatoria.

Primo vaticinio: nei prossimi 60 secondi dalla fine di questo post non avverra' nessun terremoto con picco maggiore a 0,3 g in un intorno di 10 metri del campanile di Mirandola.

Secondo vaticinio: nei prossimi 150 anni avverra' almeno un terremoto con picco superiore a 0,3 g nel nord Italia.

Faccio ridere, vero. E' un po' come voler vincere facile. Pero' non vi ho mentito. Ho solo portato un discorso probabilistico scientificamente corretto alle sue estreme conseguenze, o come si dice in ambito scientifico, l'ho portato al limite.

Ma anche al limite, non ho detto bugie.

In Italia negli ultimi 30 anni e' avvenuto un terremoto molto forte mediamente ogni 5 anni: quindi posso scommettere cio' che volete che ce ne sara' uno simile nel nord Italia nei prossimi 150 anni.

Non ho la certezza deterministica (100% di fiducia) ma la probabilita' che cio' accada veramente e' altissima: e' proprio come vincere facile.

Lo stesso all'estremo opposto.

Qui ho scelto l'area talmente piccola e l'intervallo temporale talmente breve, che solo il massimo della sfiga mi farebbe perdere la scommessa. Anche in un territorio martoriato come lo e' adesso il cratere sismico di Mirandola.

In mezzo a questi due estremi, beh c'e' da sudare le classiche sette camicie, ma si puo' scientificamente ragionare.

Si capisce a questo punto che gli ingredienti di un buon quesito sono:

1) porsi la domanda in termini probabilistici, esplicitando il livello di fiducia richiesto nella risposta (compreso tra 0 ed 1, oppure tra 0% e 100%, ovviamente estremi esclusi);

2) scegliere un'area di accadimento delimitata, non troppo piccola;

3) definire un intervallo di tempo, non troppo breve;

4) definire il livello di scuotimento massimo del terremoto in termini di accelerazione.

Se si fa cosi', la scienza la da' una risposta. Non e' vero che non si puo' dire nulla.

Solo che:

a) bisogna accettare un certo grado di incertezza (o simmetricamente di fiducia) insita nella risposta stessa;

b) non bisogna incavolarsi se poi la nostra fiducia non viene corrisposta (o come fa qualcuno, voler cambiare le mappe di pericolosita' sismica dopo un unico main shock andato storto).

Su quest'ultimo aspetto mi sovviene d'un caro amico che dopo avermi fatto i tarocchi, alla mia richiesta di ripetere la divinazione per una opportuna verifica, disse inorridito: "Non si puo'! i tarocchi si arrabbierebbero".

@zzo: non posso far due giri di tarocchi per vedere se dicono il vero perche' gli si girano le balle, pero' me la prendo con i sismologi che fanno i salti mortali tra modelli probabilistici della realta' che neppure il padreterno capisce?  

La gente comune deve imparare a ragionare con i terremoti negli stessi termini in cui ragiona per il tempo meteorologico.

Se ho la probabilita' del 20% che domani piova, io non porto via l'ombrello. Col 50% ci ragiono un po' su. Dove arrivo? Per quanto sto via? Sono con degli amici che mi possono prestare un ombrello?

Se ho la probabilita' del 50% che nei prossimi 50 anni mi arrivi un forte terremoto, qui, beh... devo fare un qualche ragionamento. E' poco ma sicuro. Altrimenti non sono neanche un fatalista. Sono un suicida.

Ecco, detto in soldoni, io credo sia questo il modo di porre la questione della prevedibilita' dei terremoti. Almeno per ora.

Qualcuno invece vuol far credere che la gente pretenda che le si telefoni per dirle: ehi, scappa via perche' nella prossima mezz'ora un terremoto ti buttera' giu' la casa.

Secondo me il rumore di fondo di quest'ultima mistificazione ha fatto si' che nessuno spiegasse alle persone quale fosse la vera domanda da porre.

E qui proprio non ce la faccio a non aprire una seconda parentesi, niente po po di meno che di (alta) filosofia.

Io credo che un tale sviamento culturale, impostato grazie anche ai media, non sia casuale.

Credo che tenere le persone nell'ignoranza sia molto piu' comodo, meno faticoso e anche molto piu' conveniente (monetariamente) per quelli che io chiamo i Moderni Pitagorici.

Cioe' per coloro che temono come fumo negli occhi che le persone possano ragionare a tutto campo con la propria testa e scegliere secondo i propri genuini interessi economici e culturali. Nel rispetto dei diritti altrui.

Una persona che ignora e' facilmente manipolabile. E per ogni ignorante c'e' in giro il suo burattinaio che lo sta cercando.  

L'ignoranza e' l'oppio dei popoli.

E i Moderni Pitagorici trovano sempre una scusa per impedire il cambiamento.

Dio che mal di testa. Meglio tornare a bomba ai ns. terremoti.

Ci sono in effetti anche studi nella direzione di preavvisare le persone per tempo, ad un arrivo di un terremoto. Tuttavia per quel che ne so i tempi di preavviso sono dell'ordine di pochissimi minuti (ne ha parlato Iunio Iervolino et a. recentemente su Le Scienze, Aprile 2011).

Per ora la previsione e' possibile solo in termini probabilistici.

E a dimostrazione di cio' cito due esempi.  

Il primo esempio e' per gli addetti ai lavori.

Se si apre il Progetto esse1, proprio sotto la mappa di pericolosita' sismica si puo' trovare un menu' a tendina.

Questo consente la scelta di uno tra tre valori: 16 50 e 84.

Sono i livelli di fiducia (percentili) che siete disposti a dare alla vostra previsione del terremoto di progetto: 16% 50% 84%.

Di solito si ragiona al 50% di fiducia. Il che significa che (a meno dei coefficienti di sicurezza) l'azione di progetto puo' essere probabilisticamente maggiorata dalla vs. sfiga nel 50% dei casi.

(A naso, mi sembrano troppi)

Il secondo esempio e' la carta di probabilita' di accadimento di un terremoto (comprensibile sicuramente da chi ha fatto una scuola media superiore).

Ne avete sentito parlare?

La prima mappa (Map A) da' la probabilita' che avvenga un forte terremoto entro una zona sismogenetica del Modello ZS4.

Ad esempio, POA sta in alto, sotto al Friuli. Qui si trova la zona sismogenetica 1 cui corrisponde la ragguardevole probabilita' del 28% che avvenga un terremoto con M5,5+ nei prossimi 10 anni.

Il colore e' marrone (e' un caso??).

Ma si puo' anche dire, con la seconda mappa (Map B): il comune di Mirandola sta in un'area giallina contraddistinta dal valore di densita' areale di probabilita' (diciamo...) di 5,2 x 10-6 a chilometro quadrato.

Orbene, se la superficie comunale di Mirandola e' di 137 km quadrati, allora la probabilita' che nei prossimi 10 anni accada un terremoto con M5,5+ e':

137 km2 x 5,2 x 10-6 km-2 = 0,07% 

S'e' sgonfiata dopo il main shock del 20 e del 29 maggio scorsi?

Concludo questa prima puntata dicendo, senza polemica, che la pubblica amministrazione cui spetta salvaguardare la salute pubblica in tutte le sue forme come pure l'istruzione delle persone, non dovrebbe stare in scacco di lobbies senza scrupoli dedite solo ai propri interessi finanziari.

Dovrebbe tirare dalla parte della sicurezza, cortesemente, ma con fermezza. E non attendere il prossimo grave terremoto, tra 5 anni.

P.S. Se dell'intervallo 0% - 100% si tengono solo gli estremi, si torna a ragionare in termini deterministici. Da oracolo, o se preferite, da tarocchi.

^  ^  ^
 Wow, che post interminabile.

Come sempre, quindici giorni di buon lavoro.
Vs. POA
[ 149°] The earthquakes' forecast: the ultimate guide
No english version for this post... sorry.

venerdì 15 giugno 2012

[148°] TIME OUT

1961. Io sono nato qui.





1961. I was born there.
Great short!

sabato 9 giugno 2012

[147°] TERREMOTO DI ML 4.5 TRA LE PROVINCE DI BELLUNO E PORDENONE (09/06/2012 02:04:56 UTC)

Timeo Danaos et dona ferentes.
Temo i terremoti e gli idioti.


Dopo un incipit urlato con disperazione ecco i non voluti argomenti di questo post (il Post 146° e' pure stato aggiornato con le piu' recenti notizie sul terremoto padano-emiliano):

- event-id 7223201240
   nuovo terremoto questa notte alle ore italiane 4:04:56 nell'arco
   delle Prealpi Venete
- terremoto: estote parati!
   un (semi)serio invito a pensarci su
- il TAO di POA
  alle Premiate si ride amaro


EVENT-ID 7223201240
Ormai li possiamo chiamare anche per nome (del database).

Il distretto sismico riferito dall'INGV e' quello delle  Prealpi Bellunesi, ma l'epicentro si e' manifestato al confine tra le province di Belluno (Veneto) e di Pordenone (Friuli Venezia Giulia), piu' o meno all'altezza della citta' di Belluno:

Event-ID 7223201240: localizzazione zona epicentrale

Event-ID 7223201240: inquadramento geografico

L'epicentro fortunatamente e' molto distante dalle spiagge. Ha solo un piccolo neo: mi sta praticamente sotto al sedere.

Pazienza, tanto sono in zona sismica 3: assolutamente in bassa sismicita'. Zona ultra sicura!!

E credo che tutti quelli che stanotte (vedi commenti) hanno passato la notte in bianco siano solo persone facilmente suggestionabili. Belumat sempliciotti e povere donnette.

Di seguito le mappe di scuotimento predisposte da Premiate Officine Antisismiche con i dati dell'INGV:


PGA strumentale in % g - linee isovalore - PGA max = 6.36 % g

Localizzazione dell'evento sulla Mappa di Pericolosita' 2006

E' stato un terremoto con bassa accelerazione (orizzontale) al suolo: PGAmax = 0.0636 g (fonte INGV: vedi file grid.xyz). Il massimo e' appena da zona sismica 3 e tuttavia e' stato sentito bene sino a Venezia (testimonianze telefoniche dirette stanotte):

Fonte INGV


Evidentemente il substrato sedimentario (che qui praticamente manca rispetto all'ER) fa la differenza!


TERREMOTO: ESTOTE PARATI!
Per chi non e' mai stato lupetto (come me) vuol dire: cominciare a darsi da fare.

OK: sono io il primo a non essermene mai preoccupato. Anzi, mi sono preoccupato di piu' per 5 cm di neve sul tetto che non per essere letteralmente circondato da zone sismogenetiche. Cosi' anche nel '76 (ma allora ero un bamboccione).

Visto che basta poco - perche' molto di quel che servirebbe veramente costa troppo - ho deciso di provvedere anche ad un piano famigliare di mitigazione del rischio sismico.

Wow!!

Mitigazione del rischio sismico in famiglia. Gia' il titolo e' eccezionale. Da puntata dei Simpson.

Quelle che sono serie, invece, sono tutte le notizie che ho raccolto sul tema, e che man mano le mettero' in pratica in famiglia - ne faro' racconto qui alle Premiate Officine Antisismiche, in modo che chiunque possa (se ritiene) farle sue e migliorarle.

Comincio dal prossimo post. Promesso. Ma ora voglio solo lanciare una provocazione, sempreche' non siate bagnanti. Perche' in quel caso non correte assolutamente alcun rischio.

Ogni famiglia dovrebbe avere pronto (in testa) un piano di allontanamento dalla propria abitazione: un cosiddetto piano di evacuazione. Da applicare se serve.

Quindi munirsi di cartografia stradale e studiare i percorsi.

La parola magica in questi casi e': rindondanza.

Molte strade saranno impraticabili (crolli??) e molte altre intasate dal traffico (panico??). E' necessario scovare piu' percorsi alternativi. Assolutamente.

Come pure avere sufficiente benzina nel serbatoio. Di piu' se e' inverno (che ne dite di almeno una notte in auto?)

Il Mariotto e' pronto: ha fatto or ora il pieno e ha individuato ben tre percorsi sulla guida Michelin.

Bene. Ma per andare dove?

Da parenti, se ne ha. Da amici, se ne ha. Ma se non ha parenti? se non ha amici?

Qua ti voglio. La mia e' una bastarda provocazione. Mi raccomando: lunedi' mattina non fatelo, perche' vi manderebbero solo al diavolo. E con voi pure le Premiate.

Ma bisognerebbe chiedere in comune dove sono stati previsti i centri di raccolta post-terremoto. Cioe' dove il piano comunale di protezione civile ha previsto di allestire i campi di raccolta per gli sfollati (sarebbe una bella verifica operativa).

Per l'amor del sacro cuore di Gesu': non telefonate a nessuno.
Men che meno alla Siora Pina dell'Ufficio Anagrafe.

Perche' mi gioco il mouse: non lo sa nessuno.

Piuttosto, con molto garbo, nelle prossime settimane, senza fretta, se trovate al bar il Signor Sindaco provate a buttarla la':
" 'giorno Sior Sindaco (inchino riverente). Par caso gaveo za pensa' dove metterne se ne vegnisse zo la casa col teremoto? (ma ridendo)".

Ah, sinceramente: se potete, evitate le spiagge dopo un terremoto.


IL TAO DI POA
Il post si e' aperto con una citazione latina dall'Eneide: "temo i greci, anche quando portano doni" ed e' attribuita a Laocoonte, non alla Merkel.

Vedete, a chi sta a cuore il bene della gente, magari parla a vanvera, fa un sacco di sbagli, ma non chiede nulla in cambio.

A chi invece stanno a cuore solo gli affari ed il proprio portafogli, usera' solo suggestioni, lusinghe ed effetti speciali da occhiali da sole... guarda caso.

Li riconoscete facilmente, perche' portano doni e promesse di cose stupefacenti.

Questo post termina ancora alla latina:
"Nemo impetrare potest a papa bullam nunquam moriendi"

Nessuno puo' ottenere dal papa una bolla che lo dispensi dal morire. (Specie se in malafede).

^  ^  ^

Bene post fuori programma terminato.

Mi scuso con i lettori ma sono NERO. Anzi NERO.

Non e' possibile non essere genuinamente preoccupati per quello che sta accadendo. Ma la smetto altrimenti ricomincio da capo.

(Mi perdonate se ogni tanto do' di matto per passione. Vero?)

Cmq non dimentico gli impegni:

"Nel prossimo post, sperando che la faglia dell'Alto di Mirandola torni ad assopirsi, alle Premiate Officine Antisismiche si dovrebbe parlare di:
  • capannoni assassini: tragiche fatalita', vecchie normative, o errori sistematici di progettazione/esecuzione?
  • zonazione sismica emiliana: la regione ER ha fatto tutto con prudenza?
  • zonazione sismica: lo stato delle cose".
 Anzi, ne aggiungo pure un altro:
  • predizione o previsione dei terremoti: possibile, impossibile, in che termini?

Vi auguro di star fermi.
Vs. POA
 
[ 147°] 4.5 LM EARTHQUAKE ON JUNE 9, 2012 (02:04:56 UTC) IN NORTHERN ITALY.
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sabato 2 giugno 2012

[146°] LE CARATTERISTICHE SISMOLOGICHE DEL RECENTE TERREMOTO PADANO-EMILIANO


Messaggio promozionale dei tre tenori (ER, FVG, Veneto).
Io capisco tutto... ma posso dire, qua alle Premiate, che mi sono sentito molto infastidito?

Lasciando a chi li desidera i vagheggiamenti (assolutamente inutili) del tourist-business, passo a cose decisamente piu' consone ai tempi: 

- dati scientifici ordinati sul recente terremoto nella
  pianura padano-emiliana
  un tentativo di ordinare l'enorme mole di dati scientifici ormai
  disponibili sul recente terremoto
- alcune rappresentazioni dei dati sismici
  per il recente terremoto padano-emiliano
  rappresentazioni dei dati possibili con la georeferenziazione 


DATI SCIENTIFICI ORDINATI SUL RECENTE TERREMOTO NELLA PIANURA PADANO-EMILIANA [agg. 9-6-2012]
Ricapitoliamo un po' le cose per tenerne traccia con ordine (c'e' grande confusione anche tra le notizie, e per non citare Internet).

Prima scossa (la chiamano Main Shock): 20/05/2012 alle 04:03:52 (italiane) - Magnitudo (Ml) 5.9

Periodo post sisma: dal 20/5/2012 al 28/5/2012.

Seconda scossa (con caratteristiche di nuovo Main Shock): 29/05/2012 alle 09:00:03 (italiane) - Magnitudo (Ml) 5.8

Periodo post sisma: dal 29/5/2012 e tuttora in corso.

La serie dei principali dati sismici si puo' reperire per 30 giorni dal sito dell'INGV, alla pagina che pubblica la serie dei dati rilevati principali. La prima scossa ha identificativo 8222913232. La seconda scossa ha identificativo 7223045800.

Sempre sul sito dell'INGV si puo' trovare una pagina dedicata interamente alle notizie scientifiche sull'evento in corso. Molte di queste notizie sono facilmente comprensibili da persone con formazione scolastica 'media'.

Trovo molto interessanti la relazione aggiornata sulla prima scossa del giorno 20 ed il relativo rilievo preliminare degli effetti al suolo.

Sulla seconda scossa del giorno 29 c'e' un interessante comunicato di aggiornamento.

Per chi volesse seguire (quasi) in diretta le notizie avvalendosi sempre dell'INGV, questo istituto ha allestito pure un blog sulla piattaforma wordpress.com: a questo punto c'e' solo il rischio di troppe notizie.

[agg. 9-6-2012] Nel blog dell'INGV segnalo l'interessante (ma un tantino tecnico) post sugli spostamenti del terreno dopo la Main Shock del giorno 29, il post (utilissimo) sulle mappe di intensita' macrosismica e il servizio web "hai sentito un terremoto?", ed il super super interessante filmato sulle faglie sepolte del nord Italia dove si intravvedono mappe geologiche evidentemente a disposizione di soli Guru.

Ad un livello piu' specialistico sono invece le notizie relative alle Shake Maps consultabili al sito che sempre lui - l'INVG - dedica appunto alle Shake Maps italiane.

Qui e' sufficiente aprire la pagina di Archivio e con la funzione trova del browser e' immediato risalire tramite ID della scossa alle corrispondenti Shake Maps. Ad esempio per la prima Main Shock (ID = 8222913232) si trovano queste Shake Maps. Mentre per il secondo Main Shock (ID = 7223045800) si trovano quest'altre Shake Maps.

Per chi avesse una preparazione scolastica 'media', trovo piu' che comprensibili le Shake Maps che vanno sotto il nome Instrumental Intensity.

Per inciso, la scossa del giorno 29 ora italiana 9:00:03, ha nella zona epicentrale un colorino giallo-bruno che sta ad indicare un danno potenziale classificabile tra il 'molto-forte' ed il 'serio'. Considerando che questa Shake Map viene prodotta in modo automatico solo dopo alcuni minuti dal verificarsi della scossa, il risultato mi pare eccellente.

Notizie integrative di quelle sin qui linkate sono repeibili nel sito dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica [ReLUIS]

Anche il citato ReLUIS ha la sua pagina dedicata al terremoto in Emilia.

Qui sono linkate alcune interessantissime notizie relativi ai dati registrati dalla RAN, la Rete Accelerometrica Nazionale gestita dal SAPE (vecchia pagina web dedicata alla RAN; nuova pagina web dedicata sempre alla RAN).

Sulla RAN ha scritto anche la rivista Progettazione Sismica (estratto dell'articolo dell'ing. Mauro Dolce).

Dicevo comunque che ReLUIS ha reso disponibili alcune interessanti serie di dati, come i dati accelerometrici del Main Shock del giorno 20 ed i dati accelerometrici del Main Shock del giorno 29.

[agg. 9-6-2012] Proprio da ReLUIS e' scaricabile lo studio premininare probabilmente piu' interessante su questo terremoto (solo in inglese, chissa' perche'): Preliminary Study of Emilia Earthquake Ground Motion Records, giunto alla revisione 2.0.

Anche ReLUIS pubblica il link ad un blog dedicato all'evento emiliano: Emilia Earthquake Clearinghouse, gestito da Eucentre ed EERI, dove poter seguire molte vicende (quasi) in diretta.

(Le parrocchie non mancano neppure qui)

Da questo blog ho scaricato l'interessante Report 1 a cura della Protezione Civile Nazionale (in inglese).

Infine per un sintetico inquadramento del contesto sismotettonico dell'area di interesse c'e' il (gia' linkato) comunicato INGV del 20-5-2012. 

[agg. 9-6-2012] Infine c'e' la pagina web che la Protezione Civile nazionale dedica all'evento. In questa dovrebbero tenersi d'occhio, per un aggiornamento assolutamente ufficiale e completo sui fatti, la sezione News (notizie anche tecniche), la sezione Comunicati Stampa (le uscite ufficiali del Dipartimento) e la sezione Provvedimenti (gli atti ufficiali quali ordinanze del capo della Protezione Civile o del governo italiano).

[agg. 9-6-2012] Da ultimissimo segnalo dal sito ufficiale del governo italiano la recente comunicazione sul punto della situazione al 7 giugno con riguardo sia ai danni verificatesi che ai possibili (inquietanti) scenari a termine medio-breve (comunicato di sintesi della Commissione Grandi Rischi del giorno 7-6-2012).


ALCUNE RAPPRESENTAZIONI DEI DATI SISMICI PER IL RECENTE TERREMOTO PADANO-EMILIANO [agg. 9-6-2012]
(Le rappresentazioni che seguono sono state fatte da Premiate Officine Antisismiche con ricorso ai dati del Geoportale Nazionale, al software gis AdB ToolBox ed ai dati resi disponibili dall'INGV.)

Il recente terremoto cade in zona sismogenetica classificata come 912 nel recente modello sismogenetico ZS9 (figura seguente):

Localizzazione dell'evento nel modello sismogenetico ZS9
Nel rapporto vi si legge:
"La zona 912 rappresenta la porzione piu' esterna della fascia in compressione dell'arco appenninico settentrionale."

Ed ancora:
"In quest'ultima [N.d.R.: la 912] la sismicita' sembra evidenziare l'andamento del fronte sepolto piu' avanzato (a ridosso del Po)."

In effetti i dati confermano trattarsi di una faglia inversa (compressione del terreno), come si vede nei diagrammi di meccanismo focale forniti dall'INGV (vedasi anche l'illustrazione esplicativa seguente tratta dalla corrispondente pagina USGS):

Fonte USGS
E difatti la faglia interessata dal recente terremoto padano-emiliano-2012 sembra essere proprio orientata nel modo rappresentato nella figura seguente:

Orientazione est-ovest del meccanismo focale

E guarda caso, gli epicentri delle scosse con Ml > 5 (in numero di 7, vedi immagini citate in aggiornamento) sono disposti con la stessa direzione:

Ordine di accadimento degli epicentri con Ml > 5

Come precedente - Aggiornamento al 9 giugno 2012

Come predente - Aggiornamento al 9 giugno 2012

Forse non e' neppure casuale l'ordine con cui si e' manifestata questa migrazione degli epicentri (il numero rispecchia la sequenza temporale), attualmente in spostamento verso ovest.

(Chi fosse interessato a capire un po' di piu' su questioni di simologia puo' scaricare la simpatica dispensina Elementi di Sismologia dove il concetto di meccanismo focale e' spiegato in italiano.)

Qui alle Premiate sono inoltre disponibili due interessanti rappresentazioni (non le ho viste altrove): la prima grafica la magnitudo delle scosse contro il tempo, nell'intervallo tra la prima Main Shock (20-5) e la seconda Main Shock (29-5):



la seconda grafica la profondita' ipocentrale contro il tempo, sempre nell'intervallo tra la prima Main Shock (20-5) e la seconda Main Shock (29-5):


Lascio ai lettori ogni considerazione sulle (eventuali) regolarita' (o meno).

Infine lascio alcune elaborazioni ottenute qui alle Premiate dagli shapefile messi a disposizione dall'INGV (attenzione che i dati sono quelli della prima ora: sono possibili successivi aggiustamenti).

Di seguito e' la registrazione strumentale del PGA del primo Main Shock:

Main Shock 1: PGA strumentale in %g

Interessantissima e' la sua sovrapposizione con la mappa vigente di pericolosita' sismica (2006):

Main Shock 1: PGA vs. Mappa di Pericolosita' Sismica 2006

Molto utile per gli aspetti di protezione civile e' il seguente inquadramento comunale:

Main Shock 1: PGA vs. Confini Comunali

Ed ancora e' possibile georeferenziare i dati strumentali (sempre per il Main Shock) relativi al PGA ed ai valori (ritengo calcolati) delle pseudo-accelerazioni spettrali per edifici molto rigidi (T = 0,3 s):

Main Shock 1: PGA in %g (rosso) e PSA in %g per T = 0,3 s (blu)

Da questa ultima rappresentazione si intuisce la vastita' dell'area sulla quale e' stato possibile percepire il Main Shock.

Simile alla precedente e' questa rappresentazione a scala ridotta:

Main Shock 1: PSA in %g e T = 0,3 s

[agg. 9-6-2012] Infine una stupenda immagine di dettaglio sulla localizzazione di alcune stazioni accelerometriche della RAN:

Fonte INGV
 
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Bene le Premiate hanno dato tutto quello che avevano.

Spero che questo viaggio tra i dati sia stato utile per fare un po' d'ordine e soprattutto per capire le enormi potenzialita' che si possono avere dalla manipolazione dei semplici dati strumentali che (per fortuna) alcune istituzioni mettono a disposizione dei cittadini.

Nel prossimo post, sperando che la faglia dell'Alto di Mirandola torni ad assopirsi, alle Premiate Officine Antisismiche si dovrebbe parlare di:

  • capannoni assassini: tragiche fatalita', vecchie normative, o errori sistematici di progettazione/esecuzione?
  • zonazione sismica emiliana: la regione ER ha fatto tutto con prudenza?
  • zonazione sismica: lo stato delle cose

Vi auguro 15 giorni di proficuo lavoro ed un abbraccio alla gente emiliana.
Vs. POA
 
[ 146°] SCIENTIFIC DATA ABOUT THE RECENT EARTHQUAKES IN CENTRAL NORTHERN ITALY
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